giovedì, 03 luglio 2008
Salve a tutti. Ultimo aggiornamento del blog: vista l'impossibilità di convivere coi bug di splinder, mi sono spostato su blogspost. Su questo nuovo blog vedrò pian piano di ripostare tutte le recensioni scritte qui, oltre a continuare con quelle recenti. Chi vuole seguirmi lo faccia a
http://checulto.blogspot.com/ . Grazie per l'attenzione.
lunedì, 19 maggio 2008
DR. CHOPPER
Regia: Lewis Schoenbrun
Attori: Robert Adamson, Ed Brigadier, Costas Mandylor, Chelsey Crisp
Anno: 2005
Paese: USA
Cinque ragazzi decidono di andare in un cottage in montagna per passare qualche giorno all'insegna del sesso e del divertimento, ma dovranno fare i conti con il folle chirurgo Fielding, detto Dr. Chopper vista la moto che cavalca. Dr. Chopper è infatti un arzillo 87enne che allunga la sua vita smembrando le sue vittime ed usandone gli organi per accrescere la sua vita, e proprio per questo manda le sue folli assistenti a uccidere i ragazzi...
Curioso. Questa è sicuramente la prima parola che viene in mente, a visionare quello che si presenta (e viene presentato) come un trash stile Troma e che invece si rivela inspiegabilmente serio in più riprese, anzi pure degno di poter vantare alcune scene che, se non sono di tensione, sicuramente ridere non fanno. I giudizi quasi unanimi di stroncatura rendono poi ancora più incredibile il come sia stato recepito un pò ovunque in giro, perchè a dispetto dei debiti che deve pagare a diversi classici (Non aprite quella porta in primis) Dr. Chopper si tratta di un slasher abbastanza serio, e pure riuscito secondo certi punti di vista. Le discrete prove interpretative sono infatti la prima cosa che salta all'occhio in quello che dovrebbe essere uno z-movie: le esclamazioni di stupore, di tristezza (il poliziotto Terrell che vuole suicidarsi) e di disperazione sono indubbiamente ben interpretate da un nutrito staff di sconosciuti attori dalle buone doti recitative, e le scene splatter sono pure abbastanza mortificanti da non risultare affatto ridicole (come spesso avviene in produzioni di questo tipo). Sicuramente tensione vera e propria non la si prova mai guardando Dr. Chopper, eppure la professionalità della regia e degli attori riescono nell'impresa di rendere il film inspiegabilmente serio in più riprese, e qui non si riesce davvero a capire se si tratta di una cosa voluta o no (Schoenbrun voleva fare un film serio o trash?). Difatti, quasi a contrastare la serietà con cui Dr. Chopper è stato diretto, abbiamo ogni tanto dei dialoghi inspiegabilmente comici ("ti voglio bene figliolo, ma non devi ammazzare le mie troie!"), alcune morti orribilmente veloci e gratuite da potersi definire ridicole, ed il look del boogeyman stesso, che fa ridere solo a vedersi. Volendo correre sopra questi "difetti" il verdetto è palese: se siete interessati ad un trash evitate la visione. Se siete alla cerca di un discreto slasher "serio" con buone caratterizzazioni dei personaggi avete trovato quel che cercate.
domenica, 18 maggio 2008
Ma perchè tutti i bug di splinder devo beccarmeli io?
Non riesco ad editare la sezione TUTTE LE MIE RECENSIONI, unicamente perchè se vado su "Edita" mi visualizza come bianca quella pagina. Ormai son due giorni che è così, che diavolo devo fare?
Sto seriamente pensando di spostarmi su un altro blog....
sabato, 17 maggio 2008
I CAVALIERI DELLO ZODIACO: L'ULTIMA BATTAGLIA
Produzione: Toei Animation
Regia: Masayuki Akehi
Anno: 1989
Formato: film cinematografico

Gli spiriti rancorosi di Eris, Apollo e e Poseidon hanno risvegliato dal suo lungo sonno Lucifero, l'angelo decaduto. Il sovrano dell'oltretomba sconfigge quindi i gold saints, e inizia a distruggere e devastare il pianeta con la furia delle acque e della terra. Dietro la promessa di smettere con la sua opera di devastazione la dea Athena promette a Lucifero di sacrificargli la vita, ma i cinque bronze saints della dea cercheranno in ogni modo di impedirlo...
Quarta puntata della tristissima saga dei film cinematografici dei cavalieri dello zodiaco, ed ennesimo buco nell'acqua. Anzi, di più: probabilmente l'Ultima Battaglia ha davvero i numeri per essere considerato il peggiore in assoluto dei cinque film, sopratutto perchè dopo ben tre puntate lo staff Toei sembra non aver minimamente imparato dai suoi errori, ripresentandoli spudoratamente per l'ennesima volta. Se il precedente "La Leggenda dei guerrieri scarlatti" aveva perlomeno incrementato la durata complessiva di girato lasciando intendere la volontà di rendere i successivi film più lunghi (almeno gli scontri ne guadagnerebbero in durata!) rieccoci tornare qui a quei ridicoli 45 minuti del passato che tanto avevamo odiato. Fosse solo questo il problema... riecco i cinque saint sconfiggere quelli avversari in pochissimi minuti; riecco Shun che viene salvato dal fratello (riuscirà mai a sconfiggere un nemico per conto suo?); riecco un Seiya debolissimo farsi mille problemi esistenziali nel non riuscire a salvare l'adorata Saori; riecco sempre Seiya risorgere dalle ceneri e risolvere tutto in un secondo con l'aiuto dell'armatura del Sagittario... tutto ma proprio tutto è una copia spudorata delle tre puntate precedenti, nemici monocaratterizzati inclusi. E come se non bastasse questa volta le musiche sono insignificanti, il chara discontinuo (si vede che Kurumada ha messo stavolta di suo solo degli abozzi) e le animazioni addirittura riciclate, e sì che stiamo parlando di un film cinematografico! Chiude il commento su questo filmetto la barbina figura riservata ai gold saints (tutti annientati in un secondo senza riuscire a fare nulla?!); l'incredibile collegamento che cerca di mettere in continuity i film precedenti con la serie tv (con risultati esilaranti: come fanno a convivere Poseidon, Eris e Apollo quando ciascuna delle loro saghe rendeva inattuabile l'altra?) e sopratutto la ridicola libertà poetica con cui la Toei è riuscita a mischiare allo stesso tempo la mitologia greca ed induista a quella cristiana (?!), con risultati trash per chi ha una minima idea dell'argomento di cui si sta parlando. Magari come nei film precedenti i fans di Saint Seiya riusciranno a reputare anche questa Ultima Battaglia un filmetto sufficiente, ma vedere come la Toei dopo 3 anni si ostina a riproporre la stessa identica minestra senza idea alcuna lascia ben capire quanto a loro interessi dare luce ad un prodotto degno della fama che si porta. Assolutamente insignificante.
lunedì, 12 maggio 2008
I CAVALIERI DELLO ZODIACO: LA LEGGENDA DEI GUERRIERI SCARLATTI
Produzione: Toei Animation
Regia: Shigeyasu Yamauchi
Anno: 1988
Formato: film cinematografico
Abel, reincarnazione del dio del sole Febo, chiede a sua sorella Athena di aiutarlo nel suo piano per epurare la Terra dall'intera umanità, in vista di un nuovo regno divino. Sotto lo stupore dei bronze saint la dea accetta la proposta del fratello, e dice loro che non le servono più mandandoli in pesante sconforto e depressione. In verità la dea cerca da sola di rovinare i piani del fratello, ma viene da questi quasi uccisa. I cinque bronze saint tenteranno quindi disperatamente di salvarla affrontando così i servi di Abel, tra cui figurano anche i gold saint resuscitati per l'occasione...
Ennesima delusione. Basterebbe questa frase per liquidare il terzo film dedicato alle avventure di Seiya, se non fosse per qualche passo avanti fatto rispetto al passato che fa raggiungere al film una discreta sufficienza. Iniziamo dall'unico vero punto positivo di questa produzione: la durata. Finalmente il film è di una lunghezza "decente" (un'ora e 15 minuti), e questo garantisce scontri di buona durata ben lontani da quelle battaglie di due minuti del passato. Un bene sicuramente, anche se la maggior parte delle battaglie è stranamente poco spettacolare da vedere, e si risolve senza eccessive idee e varietà. La scelta di trattare passivamente le battaglie è infelice e assurda, ma bisogna dire che la ragione c'è: lo staff Toei questa volta ha cercato di dare spazio ai dialoghi per mandare avanti la storia, invece che le scene action. Purtroppo anche questa scelta s'è però rivelata infelice, visto che in preda ad ambizioni intellettuali s'è voluto eccedere in scene registiche lentissime (Abel che suona la cetra) o in dialoghi troppo ridondanti, troppo gratuiti, troppo.... eccessivi. Proprio quest'eccessiva pesantezza nel mandare avanti la storia cercando di renderla lenta e "impegnata" è il difetto più grande del film, visto che fa ricordare La Legenda dei guerrieri scarlatti come il più noioso film della saga, pesante anche se dura appena mezz'ora più dei film precedenti. Il soggetto però più interessante del solito, gli scontri di lunghezza buona, il solito ottimo comparto tecnico/visivo (anche se c'è un numero di animazioni minore rispetto al passato) e, in Italia, l'ottimo doppiaggio (come scelta di voci e come recitazione) riescono comunque a porre questo terzo film, pur deludente come gli altri, almeno una spanna sopra. Sempre e solo unicamente per fans sfegatati (capaci di correre sopra alle inevitabili, pesanti contraddizioni con la serie principale e con la "coerenza" del mondo kurumadiano: possibile i saint siano riusciti ad uccidere un dio?!), sia chiaro, ma i presupposti per una miglior qualità nei film successivi c'è grazie a questa timida volontà a rinnovarsi. Peccato però per i soliti clichè che rendono questi film l'uno identico all'altro (quante volte Shun sarà stato salvato da Ikki? Quante volte Seiya avrà risolto tutto indossando l'armatura d'oro del Sagittario?).
Curiosità: notevolissime sono le similitudini che legano questo film dalla serie di Hades. Si parte dai gold saint resuscitati e si arriva al cavaliere dei Gemelli che muore sacrificandosi, alle armature d'oro che coprono i corpi dei bronze saint, etc etc...
lunedì, 12 maggio 2008
RATATOUILLE
Regia: Brad Bird
Anno: 2007
Paese: USA

Rémy è un ratto parigino che adora lo chef francese Gusteau, famosissimo proprietario di un ristorante caduto in disgrazia e fautore del "chiunque può cucinare" pensiero. Quando la colonia a cui appartiene verrà scacciata, Rèmy finirà con trovare posto proprio nel ristorante di Gusteau. Qui potrà finalmente mettere a frutto le sue conoscenze culinarie, facendo da marionettista a Linguini, giovane ed introverso ragazzo divenuto nel frattempo suo amico. La coppia farà faville, e si troveranno insieme a dover affrontare sia il proprietario attuale del ristorante e sia Anton Ego, il più spietato critico di Parigi...
Se mai dovesse servire una ennesima conferma della sbalorditiva qualità di tutte le produzioni Pixar, Ratatouille sarà il loro nuovo film da vedere. Ma stavolta lo studio di Steve Jobs è andato ancora oltre, e dopo l'ottimo ma sfortunato Cars realizza, con una fantasia ed un numero sfrenato di idee, quello che si può certamente reputare un capolavoro del genere. Ratatouille è, molto probabilmente, il miglior film mai realizzato dal famosissimo studio, e non ci vorrà molto a capirne il perchè: tralalasciando di commentare la magnificenza grafica a cui siamo stati da loro abituati (i movimenti dei ratti, il loro pelo che reagisce ad azioni naturali esterne come elettricità o acqua, la qualità delle animazioni, i dettagliatissimi sfondi... il software RenderMan realizza nuovamente un gioiello CGI di inaudita bellezza visiva), è l'eccezionale sceneggiatura che merita solo elogi. I conflitti interiori di Rèmy, i suoi dialoghi con la sua coscienza che ha il volto di Gusteau, le numerose citazioni cinematotografiche (Rocky, film d'avventura, lo stesso Gli Incredibili della Pixar), moltissime gag e scene d'azione esilaranti, geniali dialoghi, la mimica dei divertentissimi volti di tutti i personaggi... lo script dello stesso regista Bird è fantastico, non conosce punti morti ed è frizzante e pieno di trovate. Oltretutto non mancheranno poi riflessioni (il ruolo della donna nel lavoro, l'accettazione del "diverso") e tematiche serie e ottimamente approfondite come l'amicizia (nasce per caso, diventa intensa, conosce cadute, poi c'è la riappacificazione), tutto perfettamente amalgamato in uno dei migliori film d'animazione che si ricordino. Se fino a non molti anni fa i film totalmente in computer graphic venivano visti come troppo avveniristici e freddi, si può ben dire che questo Ratatouille sia il primo in assoluto capace di rivaleggiare, come fantasia e senso di magia, con le pluriosannate produzioni disney dei bei tempi che furono. Se la CGI diverrà sempre più uno standard, Ratatouille potrà ben vantarsi di essere il primo vero capolavoro in questo genere. Assolutamente da vedere.
venerdì, 09 maggio 2008
I CAVALIERI DELLO ZODIACO: L'ARDENTE SCONTRO DEGLI DEI
Produzione: Toei Animation
Regia: Shigeyasu Yamauchi
Anno: 1988
Formato: film cinematografico

La scomparsa di Hyoga nei pressi del regno di Asgard finisce col portare lì gli altri 3 bronze saint e Saori Kido. Un'udienza con Dorbal, sovrano del regno e sacerdote del culto di Odino, convince loro che Hyoga non si trova più lì, quindi decidono di tornare a casa. Si troveranno però ad affrontare una cospirazione mossa contro loro dallo stesso Dorbal e dal suo braccio destro Loki, con l'aiuto dei 3 God Warriors ai loro ordini, tra cui spicca Hyoga....
Curiosa è la genesi del secondo film d'animazione di Saint Seiya. Tutto nasce da un mini-racconto fuoriserie disegnato da Kurumada al termine del Sanctuary Chapter (pubblicato sul volume 13 del manga) intitolato "The Cygnus Story", dove Hyoga in Siberia affronta i Blue Warriors di Alexei. Le glaciali ambientazioni costituivano un buon potenziale per sviluppare una storia da mitologia nordica, ed ecco che nasce così l'ispirazione per questo film ambientato ad Asgard, terra dal freddo perenne dove troviamo i miti di Odino, del Valhalla, del Yggdrasil e di tante altre leggende tanto care ai vichinghi. Ed il risultato è, sicuramente, superiore al primo pessimo film. Le ambientazioni sono infatti ben sfruttate per dare luogo a splendide locations ambientate in ghiacciai, campi innevati e architetture sospese, e la colonna sonora dalle sonorità a tema ben conferisce quel tocco di epicità che dovrebbe essere rappresentato dallo scontro mitologico tra i guerrieri di Atena e quelli di Odino. Una trama un pelo più complessa di quella risibile del primo film è un'altra gradevole aggiunta, così come una caratterizzazione almeno accennata ai protagonisti dell'avventura. Inutile sottolineare l'ovvietà dell'ottima realizzazione tecnica ed il solito character design superbo, e guardiamo invece i difetti principali. Essi sono da ricercare in un'unica cosa: come battaglie e colpi di scena questo secondo film sembra un remake del primo! Di nuovo scontri cortissimi (più lunghi di pochi minuti rispetto al passato), di nuovo i saint di Atena che dopo la loro personale battaglia scompaiono fin quasi alla fine della vicenda, di nuovo Shun che viene asfaltato dal primo nemico che passa e viene quindi salvato in extremis da Ikki, e di nuovo Seiya che risolve tutto con la gold cloth del Sagittario! Sembra proprio che manchi un briciolo di fantasia e varietà agli script della Toei, e questa sensazione di déjà vu che continua a imperare dall'inizio alla fine rovina abbastanza quel che sembrava un gradevole film dalla trama interessante. Come risultato siamo sicuramente superiori al primo ridicolo filmetto, ma la sensazione è che si fosse decisi di far durare di più il film (almeno un'ora e qualcosa invece dei soliti ridicoli 45 minuti!), le battaglie e un pò tutta la storia in particolare ne avrebbero guadagnato. Rimane da sè che, come gli altri, anche questo film rimane fuori continuity dalla saga principale, quindi chi non è un fan sfegatato può tranquillamente evitare.
Curiosità: ispirato a "Cignus Story", questo stesso film ispirerà a sua volta la lunga saga di Asgard nella serie televisiva, probabilmente la migliore saga che Saint Seiya abbia avuto nella sua incarnazione in animazione.
venerdì, 09 maggio 2008
I CAVALIERI DELLO ZODIACO: LA DEA DELLA DISCORDIA
Produzione: Toei Animation
Regia: Kozo Morishita
Anno: 1987
Formato: film cinematografico

Primo film d'animazione dedicato ai sacri guerrieri di Atena, la Dea della Discordia si rivela, prevedibilmente, un insignificante filmetto che non vale un briciolo del tempo di chi non adori alla follia la serie culto di Kurumada. Se infatti il character design di Araki e di Himeno è come al solito spettacolare e le animazioni, gli sfondi e la qualità tecnica generale sono ben superiori agli standard della serie televisiva (ma questo è il minimo, visto che si parla di un film nato per il cinema!), il resto non si può dire per tutto il resto. Kurumada in quest'opera ha pensato unicamente al mecha design delle armature e questo si vede, visto che come storia e personaggi questo brevissimo film è decisamente orrido e insulso. Basti pensare alla serie dei Black Four (per chi ha letto il manga) per capire cosa aspettarsi: in appena 45 minuti di animazione i soliti cinque saint protagonisti abbattono i ben cinque villain d'ordinanza in pochissimi minuti, in scontri di rara bruttezza e velocità. Tralaltro gli avversari qui sono monocaratterizzati, nessuno di loro ha una personalità: si tratta di pura carne di macello che esaurisce i suoi compiti in pochi minuti. Fosse un difetto unicamente dei cattivi si potrebbe sorvolare, ma addirittura i soliti cinque eroi hanno una parte assurdamente insignificante! Shun, Hyoga e Shiryu svolgono un breve combattimento e poi basta, scompaiono totalmente fino a fine film senza avere ripercussione alcuna (la parte di Shun è addirittura involontariamente ridicola: combatte un minuto e viene sconfitto senza neanche riuscire a portare a termine un solo attacco!)! La trama è ancora più brutta del solito: la dea Eris prende possesso del corpo di una ragazza innamorata di Hyoga (una love story appena accennata e che non avrà la benchè minima ripercussione nella soluzione finale della vicenda), rapisce Atena e quindi le dice che la ucciderà affinchè possa risvegliarsi (vi sfugge il nesso di perchè la morte di Atena possa farla tornare in vita? Non siete i soli...) e così portare il male sulla Terra. Arrivano i soliti cinque bronze saint, annientano i sfigatissimi guerrieri di Eris (in questo caso i Ghost knights) e Seiya come al solito risolve la faccenda in un tripudio di miele, vincendo grazie alla forza di amicizia che lo lega ai compagni (e a quella, meno ridicola, dell'armatura d'oro del Sagittario). Inutile stare a specificare che questo film è brutto, inutile specificare che è palesemente fuori continuity dalla serie regolare (ci sono delle contraddizioni spaventose), inutile dire che se non siete fan della serie dovete proprio evitare di prenderlo in mano. Curioso comunque notare come già in questo film appare un certo Orfeo di Lira (che anni dopo sarebbe apparso nella serie di Hades nel manga originale), e che l'abozzo di questo villain (compreso il suo tema musicale) verranno utilizzati per la creazione di Mime nella saga televisiva di Asgard. Un plauso comunque all'edizione italiana Yamato Video: poteva evitare proprio di importare questa schifezza, ma il ridoppiaggio più fedele all'originale è buono, e perlomeno le voci finalmente sono quelle che devono essere (ossia da bambini! I saint sono ragazzini, non possono avere voci da adulti come nel doppiaggio storico italiano della serie televisiva!). Se magari ci fosse stato più impegno nel recitare allora sarebbe stata davvero un'ottima edizione...
martedì, 29 aprile 2008
7 MUMMIES
Regia: Nick Quested
Attori: Cerina Vincent, Danny Trejo, Andrew Bryniaski, Billy Drago
Anno: 2005
Produzione: USA

Un gruppo di banditi riesce ad evadere dal furgone della polizia che li stava trasportando ad un penitenziario. Trovatosi in pieno deserto messicano, il gruppo decide di prendere in ostaggio una poliziotta, e iniziano così un'odissea per trovare un rifugio dove riposarsi. Incontreranno un vecchio messicano, che li metterà a conoscenza di un gigantesco tesoro sotterrato da quelle parti: inutile dire che il gruppo tenterà di trovarlo, e si avventurerà così dentro una città fantasma....
"L'avidità non muore mai!". Se si è in cerca di qualche trashone per farsi due risate, sono piccoli particolari come questa frase sulla locandina del dvd, a convincere a visionare. Nel caso specifico, però, 7 Mummies non è certo il miglior b-movie che vi può capitare di trovare, e neanche uno dei migliori trash. Quello che sembra un onesto western-trash-horror interpretato da attori provenienti da famosi serial tv (CSI: Las Vegas sopratutto) si rivela, successivamente, semplicemente un trash poco più che gradevole, con pochi momenti di ilarità e molta noia. Ok, in chiave spazzatura la colonna sonora rap/metal (in background western!) può anche andare bene, così come la figura del ridicolo messicano canterino e ridaciano, le sette mummie finali che praticano arti marziali ed il ridicolo inseguimento finale tra due sopravissuti in moto ed uno zombie in cavallo che li insegue, ma sono sporadiche esplosioni d'ilarità in un contesto assolutamente vuoto e sonnolento. Tutto il resto è infatti uno sterile remake di "Dal tramonto all'alba", con poco splatter, poche scene di nudo, assenza totale di tensione, coinvolgimento e logica. A che servono questi lunghi dialoghi inutili? A che servono queste pennellate di action scadente? E tutti questi punti morti dove non succede assolutamente nulla? Purtroppo c'è poco da fare: 7 Mummies è un brutto b-movie e basta, consigliabile solo agli amanti più oltranzisti del trash. Una visione decisamente sconsigliata, ai più.
lunedì, 28 aprile 2008
LA CROCE DELLE SETTE PIETRE
Regia: Marco Antonio Andolfi
Attori: Marco Antonio Andolfi, Annie Belle, Gordon Mitchell
Anno: 1987
Produzione: Italia

Circolato in Italia anche con l'incredibile titolo alternativo "la camorra contro l'uomo lupo", il cult di Andolfi è un film brutto, ma così brutto che in molti lo indicano come il più grande z-movie della filmografia italiana di sempre. Questo non ci è dato saperlo (quella tra Mattei e Andolfi è una bella sfida) ma di sicuro la Croce delle Sette pietre è uno dei più grandi capolavori trash che chi scrive abbia mai veduto. Il menù è tra i più gustosi che gli appassionati del genere abbiano mai visto: tutto è così assurdamente ridicolo e senza senso che un buon 80% del film sono solo schizofreniche risate! Parlare di un horror ambientato a Napoli e recitato in totale napoletano già dovrebbe essere un'ottima motivazione per il pubblico underground per guardare questo capolavoro, ma fortunatamente c'è così tanto materiale di culto da rendere la visione obbligatoria per qualsiasi appassionato di cinema, solo per vedere fin dove può giungere la degenerazione umana. Ecco quindi la storia: c'è un protagonista (interpretato dallo stesso regista) che appena giunto a Napoli si vede rubare da alcuni delinquenti un suo crocefisso con sette pietre incastrate. Disperato per chissà quale ragione, inizia una lunga ricerca per ritrovare il prezioso cimelio, arrivando quindi a mettersi contro la camorra che conduce il traffico di oggetti rubati. Presto scopriremo perchè lo sventurato eroe ci tiene così tanto a quel bruttissimo crocefisso: lui è in verità un lupo mannaro, e la croce ha il potere di impedirgli di trasformarsi. Il look da licantropo è un qualcosa di semplicemente meraviglioso: altro che peluria o altro, il nostro amico licantropo è totalmente nudo come un verme, con solo una mascherina da cane che gli copre gli occhi! Eccezionale! La trasformazione poi è tra i grandi momenti indimenticabili del trash: si tratta di una trasformazione alla Jack Pierce, solo che è lentissima! Per quasi tre minuti vediamo semplicemente il primo piano del volto del protagonista che inizia a trasformarsi a tempi bradipeschi, con qualche batuffolo di pelo che ogni tanto appare sul viso! E con in sottofondo rumori della savana e degli elefanti!! Culto assoluto! Poi ancora... c'è un misterioso prete dal volto ridicolo che ogni tanto lo vediamo impegnato in assurde orge/messe nere intento a invocare il demone Aborym con una pronuncia che fa morire dal ridere, e fino alla fine non si saprà cosa c'entra con la trama principale; c'è il demone Aborym che è in pratica un assurdo costume da yeti; c'è una ragazza che si innamora perdutamente del protagonista unicamente dopo che questi le ha offerto da bere; vi è una straniante scena dove il protagonista, trasformato nel lupo mannaro, prende per le spalle un camorrista e questi si scioglie (????!!!!!!)... si arriva poi anche alla sequenza trash definitiva, ossia un lunghissimo sogno (collocabile a metà film) dove per ben 6 volte, tra flashback e sequenze riciclate, vediamo una ridicola testa di demone flashare una esilarante luce rossa vistosamente fatta a PC (risalente a chissà quale secolo). Rovinare questo capolavoro con ulteriori spoiler sarebbe un delitto (anticipo solamente che appare pure il volto di Gesù sullo sfondo!), quindi il commento si conclude qui con un caldissimo invito a guardarvi uno tra gli horror più ridicoli, allucinanti, fumati e fuori di testa che probabilmente la cinematografia mondiale abbia mai partorito. Assolutamente da reperire Talisman, ossia La Croce dalle Sette Pietre director's cut: sembra Andolfi abbia aggiunto addirittura sequenze documentaristiche di guerra, mirando a creare il trashone definitivo.