mercoledì, 28 novembre 2007
ROSSO SANGUE
Regia: Joe D'Amato
Attori: George Eastman, Annie Belle, Charles Borromel, Edmund Purdom
Anno: 1981
Produzione: Italia



Nikos è un folle assassino che, per merito di un non precisato esperimento genetico, è capace di rigenerare qualsiasi ferita divenendo di fatto immortale. Dopo aver massacrato sulla sua strada diversi individui, Nikos assedierà quindi una baby-sitter in una casa isolata. Sulle tracce di Nikos c'è un prete...

Antropophagus 2? No, non fatevi ingannare dal ridicolo titolo con cui questo film gira nel mercato estero, perchè di similitudini con il precedente cult di D'Amato c'è solo il mostruoso Eastman. Più che con i cannibal movies (di antropofago nel film non c'è nulla) questo Rosso Sangue paga diversi tributi allo slasher americano, e più precisamente con l'Halloween di Carpenter a cui è palesemente ispirato. La vicenda, i personaggi, il loro ruolo... tutto sembra ricondurre al film di culto del regista americano: le uniche differenze stanno in un cambiamento abbastanza netto e gustoso della conclusione della vicenda. Malignamente si potrebbe dire che la similitudine maggiore con Halloween sta proprio nella noia che regna imperante: non bastano alcune brutali scene gore (che viste oggi sono apprezzabili, ma che comunque sono parecchio distanti da quanto visto nei lavori dell'accoppiata Lucio Fulci-Giannetto De Rossi) per tenere desta l'attenzione su una storia noiosissima e soporifera. Eastman è come al solito bravissimo nella sua mostruosa espressività; la fotografia è buona; le musiche, rubate ad altre pellicole (anche Inferno di Argento si dice) sono anche più che discrete, alcune trovate nel complesso sono originali (Nikos cieco che si muove per la casa in cerca di Katia, semi-paralizzata e quindi lentissima a scappare; oppure la stessa scena finale in cui Katia alza al cielo un macabro trofeo, talmente inverosimile e fuori da ogni logica da divertire), ma questo conta poco davvero in uno slasher talmente ordinario, già visto e senza verve che annoierà come pochi. Da segnalare una piccola parte affidata ad un giovanissimo Michele Soavi (nei panni di uno dei bikers strozzati da Nikos) e sopratutto la divertente scena nel quale la baby-sitter e il piccolo Willy vedono in tv il film Sesso Nero, diretto da D'Amato 2 anni prima (nel film ovviamente viene spacciato per una telenovela, e difatti i dialoghi sono stati cambiati) e passato alla storia come il primo film porno italiano.
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mercoledì, 28 novembre 2007
ANTROPOPHAGUS
Regia: Joe D'Amato
Attori: Tisa Farrow, Zora Kerova, Serena Grandi, George Eastman
Anno: 1980
Produzione: Italia



Una comitiva di amici decide di accompagnare una ragazza, appena conosciuta, su un'isola del mar dell'Egeo dove lei deve recarsi per lavoro. Inquietanti fatti si succederanno a danno dei giovani nella stranamente abbandonata isola, fino alla scoperta finale: tutti i cittadini hanno abbandonato le loro case per sfuggire ad un terrificante cannibale che infesta la zona. Purtroppo l'antropofago ancora vive lì, e inizia così a dare la caccia agli sventurati protagonisti...

Prima vera incursione nel genere horror, Antropophagus di Joe D'Amato è probabilmente uno dei suoi film di genere più riusciti e completi, un thriller-horror che visto ancora oggi dimostra le sue innegabili qualità riuscendo a creare diversi momenti di buona tensione. Contro ogni previsione infatti il film non abbonda in scene gore (anche se non mancano diverse sequenze pesanti, tra cui quella celebre del feto estratto da una giovane Serena Grandi e poi divorato), bensì come nel miglior film dell'orrore il suo sviluppo è un crescendo di inquietudine e di atmosfera, fino all'allucinante climax finale. La interessante colonna sonora, le prove interpretative abbastanza discrete (sopratutto la protagonista Tisa Farrow, sorella della ben più famosa Mia, e l'allucinante George Eastman) e sopratutto l'assenza di dialoghi trash rendono il film per la maggior parte della sua durata notevolmente intrigante e mai noioso. La verosimiglianza inizierà purtroppo come inevitabilmente a calare da metà film in poi (come ha fatto la ragazza cieca a sopravvivere per oltre un mese da sola in cantina? E sopratutto perchè i personaggi vanno di matto così facilmente compiendo azioni impensabili e senza logica come fuggire dalla sicura abitazione?), ma si sa che in film low budget di quegli anni e dalle ambizioni contenutistiche serie è difficile aspettarsi coerenza logica e serietà fino alla fine. Fortunatamente dopo una parte centrale a tratti interessante e a tratti noiosa le cose miglioreranno nel tesissimo finale, e anche se a fine visione il film non rimarrà impresso come quel capolavoro di genere che buona parte del fandom ama definire, bisogna comunque ammettere che si tratta di un felice horror che visto ancora oggi riesce a tenere abbastanza tesi fino alla fine, un merito che non è davvero poco. L'anno dopo D'Amato opererà una rilettura del film: l'infelice Porno Holocaust.
Curiosità: Andreas Schnaas, famoso regista della trilogia di Violent Shit, realizzerà in tempi recenti un remake del cult di D'Amato. Il titolo è Antropophagous 2000.
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martedì, 27 novembre 2007
SURF NAZIS MUST DIE
Regia: Peter George
Attori: Gail Neely, Robert Harden, Bary Brenner, Dawn Wildmith, Michael Sonye
Anno: 1987
Produzione: USA




A seguito di un terribile terremoto, sulla California cala un vortice di distruzione ed anarchia. Un gruppo di surfisti nazisti capitanati da Adolf cerca di instaurare una dittatura sulle spiagge, ma dovranno fare i conti sia con surfisti di altre fazioni che con la grassa madre di Leroy, un uomo di colore da loro ucciso...

Come da trama e da produttore (la Troma) è palese che ci troviamo di fronte a puro trash. I livelli non sono però pari a quelli a cui la nota casa americana di genere ci ha abituati, e anzi questo assurdo Surf nazis must die è uno dei più brutti e noiosi mai sfornati dalla celebre etichetta. Sicuramente qualche sorriso questo lavoro ve lo farà accendere, tra Adolf che urla "io sono il führer della nuova spiaggia!" e una piccola gioventù nazista-surfista che inneggia con un "surf è vivere! Vivere è surf!", ma è un peccato che questi deliranti e tutto sommato simpatici dialoghi trash sono affogati nella noia più totale. Quasi totale assenza di scene splatter, quasi totale assenza di sesso parodistico: l'unico menù alla base di questo mediocre trash sono tanti dialoghi inutili e verbosi, diverse scene addirittura "serie" (che senso ha in un film simile?), infinite riprese dei nazisti che cavalcano le onde con la tavola da surf ed una regia molto più sobria e misurata di quel che ci potesse attendere viste le premesse. L'esigua durata del film aiuta a non prendere troppo sonno, ma è innegabile che con tutto il ben di Dio sfornato dalla Troma questo è uno degli ultimi suoi prodotti che vi interesserà visionare. "Io voglio una pistola che faccia saltare la testa di un bianco a 20 metri di distanza!" fa la vendicativa madre di Leroy ad un venditore di armi: io vorrei usarla contro chi ha deciso di distribuire questo film qui in Italia, addirittura doppiato, quando nella Troma c'erano titoli molto più succulenti da distribuire!
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lunedì, 26 novembre 2007
PORNO HOLOCAUST
Regia: Joe D'Amato & Bruno Mattei
Attori: George Eastman, Mark Shannon, Dirce Furnari, Annj Goren, Lucia Ramirez
Anno: 1981
Produzione: Italia - Repubblica Dominicana



Il marinaio O'Day viene incaricato di scortare un'equipe scientifica di tre donne su un'isola dei caraibi abbandonata da anni per radiazioni nucleari, dove sono stati rinvenuti crostacei e molluschi di notevoli dimensioni per effetto delle mutazioni genetiche. Sull'isola però si succedono anche misteriose uccisioni, e presto il nostro gruppo di eroi verrà a conoscere l'orribile verità: autore della lunga scia di cadaveri è un ex abitante dell'isola, completamente mutato nel suo gigantesco membro...

Esattamente un anno dopo Antropophagus, Joe D'Amato torna a raccontare la storia di un gruppo di idioti che finisce su un'isola deserta abitata da un uomo-bestia. Questa volta però niente cannibalismo, ma un negrone iper-dotato che stupra ed uccide con il suo enorme membro. Contaminare il porno (qui ai suoi inizi, in Italia) con l'horror era già stato tentato numerose volte con risultati mediocri, e Porno Holocaust non fa eccezione: anche se questa volta un plot vagamente apprezzabile c'era, il risultato finale è davvero pessimo e fa acqua da tutte le parti. Attori provenienti da chissà quale canile danno vita a personaggi quasi disumani nella loro assenza di caratterizzazione e nell'inverosimilità delle loro azioni (il protagonista O'Daly neanche ci fa troppo caso ai numerosi cadaveri dei suoi amici sparsi per tutta l'isola), e sopratutto le scene prettamente horror sono unicamente quelle in cui il bestio uccide gli uomini (tre rapide sequenze gore che si dimenticano subito). Il resto è noia a sprofusione, culminante in un finale tra i più brutti ed affrettati della storia del cinema: sesso in tutte le salse ed in ogni sequenza, talmente invadenti e gratuite da provocare sonori sbadigli per tutta la durata del film. Fossero almeno bellissime le ragazze sarebbe un conto, ma invece di veramente bella ce n'è solo una e sopratutto è quella che nei vari amplessi mostra di meno (la Dirce Furnari)! Le scene hard poi sono tutte uguali, tutte mal dirette (se ne salva solo una, peraltro splendidamente realizzata: il primo amplesso tra la Lucia Ramirez e Mark Shannon) e tutte che prediligono sempre la stessa coppia di personaggi! Sia preso come porno sia preso come horror, Porno Holocaust (il titolo richiama volutamente il Cannibal Holocaust di Deodato) è uno dei film più brutti e noiosi che D'Amato abbia mai diretto, e neppure la sua celebre fotografia (qui abbastanza banale e priva di interesse) riesce a salvare uno dei porno più soporiferi ed imbarazzanti mai girati in Italia. Gradevole tuttavia la colonna sonora di Nico Fidenco, ma qui stiamo cercando davvero il pelo nell'uovo per salvare un film che non si può davvero difendere: pensare che in mezzo a questo noioso pornazzo D'Amato cerca addirittura di dare un briciolo di umanità al mostro rendendo il film a tratti "serio"... ma per favore!
Curiosità: non accreditato c'è Bruno Mattei, che ha filmato diverse sequenze del film.
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lunedì, 26 novembre 2007
IL PIANETA DELLE SCIMMIE
Regia: Franklin J. Schaffner
Attori: Charlton Heston, Roddy MacDowall, Kim Hunter, Maurice Evans
Anno: 1968
Produzione: USA



Sfruttando la teoria della relatività di Einesten, uno shuttle americano con l'apporto dell'ibernazione riesce a far sopravvivere per 3000 anni il suo equipaggio, e lo risveglia in tempo per l'atterraggio su un pianeta distante anni luce dalla Terra. Qui i tre membri (uno di essi è morto nel viaggio) finiranno con lo scoprire un incredibile cambio di rotta nell'evoluzione: adesso sono le scimmie ad abitare il pianeta e ad essere civilizzate, e gli umani vengono da esse trattati come schiavi. Taylor, leader del gruppo, finirà catturato da esse, e con l'aiuto di una scimmia scienziata cercherà di trovare una via di fuga dalla prigionia. Una sconvolgente rivelazione finale lo attende: il mistero di ciò che portò la razza umana all'estinzione...

Quando si va a recensire un film che è divenuto un classico del genere, il timore di non saperne cogliere gli aspetti più importanti e di non riuscire ad apprezzarlo è sempre fonte di preoccupazione. Questo non è però il caso del Pianeta delle Scimmie del '68, il capostipite di una delle più grandi e famose saghe fantascientifiche di sempre, che ancora oggi affascina come pochi. Tutto ha inizio con il romanzo scritto da Pierre Boulle nel 1963, che si traduce 5 anni dopo in una trasposizione filmica ad opera del regista Franklin J. Schaffner: siamo in piena guerra fredda, e l'apocalittico ed amaro finale a sorpresa del film (inventato visto che nel romanzo non figura) fanno assurgere istantaneamente Planet of the Apes a film di culto. Il Pianeta delle Scimmie è atipico per l'epoca in cui è uscito, e risente pesantemente delle suggestioni e delle paure di quegli anni (lo spauracchio della guerra nucleare, mai così vicina quando anni prima ci fu la crisi missilistica di Cuba), ma va ben oltre allo status di film pessimista: non contento di dare una pessima visione dell'umanità, prende gusto anche nel rovesciare i ruoli di buoni e cattivi, e fa questo facendo immedesimare le scimmie nei pionieri americani dell'America dell'est, e gli umani negli indiani. Assisteremo così ad una sequenza di crudeltà a danno degli umani che all'epoca avranno ben scosso l'audience americana, visto che fino a quel momento anche nei western si continuava a vedere gli indiani come mostri sanguinari che andavano distrutti come fanno in questo film le scimmie a danno degli uomini. Ma non è ancora finita: oltre ai temi politici e sociali che rendono il film (assieme alla Notte dei Morti Viventi di Romero uscito lo stesso anno) il ritratto di un'epoca, anche la spettacolare regia, l'affascinante fotografia, l'eccezionale make up delle scimmie (che faranno vincere al film anche un oscar), la talentuosa interpretazione di un Charlton Heston al massimo della sua bravura e certe fantastiche soluzioni visive (la sequenza dell'atterraggio dello shuttle nel pianeta, o le fantastiche case in pietra delle scimmie tutte realizzate in affascinanti architetture) rendono questo Pianeta delle Scimmie un autentico capolavoro, che ammalia vista e udito (quest'ultimo grazie alla stupenda colonna sonora, classificatosi come 18esima tra le 100 migliori di sempre, almeno secondo l'American Film Institute) e che ancora oggi stupisce e tiene sulle spine non risentendo quasi minimamente del tempo. Quel "quasi" va inteso unicamente come critica a certe sequenze un pò troppo lente, ma si tratta di piccoli nei di quello che è un meritato classico intramontabile della fantascienza. Da vedere.
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categoria:cinema
lunedì, 26 novembre 2007
Ci sono momenti in cui, svegliandosi nel cuore della notte grondanti sudore e con una ammirabile voglia di sboccare, ci si domanda se si ha commesso qualche porcheria in chissà quale vita passata per giungere a questo punto. E finchè ci si domanda questo, inevitabilmente si ripensa alla serata...

una serata partita nel migliore dei modi, altrochè! Scendere fin Padova dal Belpha per rievocare la mitica sbronza dell'anno scorso non ha prezzo (leggetevi il post del 19 o9ttobre presente nella sezione trash)! Ha prezzo invece guardarsi col Belpha in questione un film del calibro di Troppo Belli, magari accompagnando la visione con alcolici! Ha poi prezzo andare in uno dei pub più marci di Padova a bere una rivoltante lacrima di giuda per beccarsi un mal di testa ed una voglia di morire atroce. Inutile stare a ricordare la vodka, la birra, il vino e tutti gli alcolici di ordinanzia che ogni fucking true ha dovuto bersi per sentirsi la coscienza a posto.
Madò, che voglia di sboccare.
Ma col Belpha ci si diverte sempre, anche se ogni volta che si esce da casa sua si ha la nausea.

Qualche foto figa del film (courtesy of Belpha).


Costantino e Daniele nella loro proverbiale ed epica bellezza.


Costatino (a destra) nella sua rilettura di Bela Lugosi.



Prima inquadratura dei titoli di coda del fim: i capelli di Daniele affogati nel gel!



L'accattivante immagine finale dei titoli di coda.



Foto della serata, rigorosamente in versione marcia che fa molto snuff (courtesy of Danilosauro). Ovviamente quell'infame di un Belpha ancora non vuole apparire.

Io.


Ancora io.


Si vabbeh, per la terza volta me medesimo.


Danilosauro in una delle sue foto più carismatiche.


Teusch in una delle foto più trash della sua vita.


Si attendono ora solo le ultime foto fatte dal Belpha...
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categoria:angolo del trash
domenica, 25 novembre 2007
TROPPO BELLI
Regia: Ugo Fabrizio Giordani
Attori: Costantino Vitagliano, Daniele Interrante, Alessandra Pierelli, Fanny Cadeo
Anno: 2005
Produzione: Italia



Daniele e Costantino sono due bellissimi amici con la fissa di voler entrare nel cinema: abbindolati da una bella e procace ragazza, finiranno truffati da un'agenzia che dà loro finte lezioni di interpretazione rifacendosi pesantemente sui loro portafogli. Quando Costantino deciderà di abbandonare, Daniele non glielo perdonerà...

Manifesto della decadenza dei valori dell'homo sapiens sapiens nel 21esimo secolo? Solare emblema del pattume più inguardabile? Testimonianza della pochezza del genere umano? Freak-show? Troppo Belli è questo e altro: è uno spaventoso viaggio negli inferi dove Daniele e Costantino, novelli Dante e Virgilio, ci guidano alla parte più infernale ed abbietta del genere umano, quella della società dell'immagine. Quella stessa società dove tutto è giocato sulla bellezza fisica e sull'apparire, dove i capelli annegano nel gel, dove le ragazzine spendono 50 euro per la foto di due bellocci, dove degli incapaci riescono a entrare nel cinema grazie alle doti fisiche piuttosto che a quelle interpretative, dove è ignobile non avere un vestiario firmato (magari DUTCH, eh?) e sopratutto dove i genitori sono ancora peggio degli scellerati figli. Il problema è che Troppo Belli non è un documentario: è un film palesemente di parte, è puro compiacimento di questi valori infami, è il film che vi farà capire chiaramente il significato della parola "spazzatura" e di "crimini contro l'umanità". Troppo Belli è pura aberrazione nata per esaltare valori deviati alle nuove generazioni, un'autentica mostruosità che solo Maurizio Costanzo poteva creare (il soggetto è suo). In una vicenda terrificante (nella sua pochezza) orchestrata da una colonna sonora discotecara e interpretata da cani, unici momenti di vago interesse saranno da ricercare in una grottesca citazione del Dracula di Tod Browning (vedere il look di Costantino al matrimonio della sua ex: impossibile non azzardare un paragone con Bela Lugosi), in certi sviluppi trash (Daniele che si ubriaca con mezza bottiglia di birra), e in alcuni dialoghi sublimi ("studiano come negri!" - "funzionano solo in coppia", riferito a Daniele e Costantino). Le ragazzine petulanti che si scannano su chi sia più bello tra Daniele e Costantino, ed il padre di quest'ultimo che è la diseducazione fatta essere umano, rimarranno alla memoria come emblemi di un nuovo secolo evidentemente partito male. Sconsigliabile anche agli amanti del trash.
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categoria:cinema
sabato, 24 novembre 2007
IL DOLCE E L'AMARO
Regia: Andrea Porporati
Attori: L. Lo Cascio, D. Finocchiaro, F. Gifuni, O. Giusto, T. Gambino, G. Bruno
Anno: 2007
Produzione: Italia




Nuovo mafia-movie di matrice italiana, "Il Dolce e l'amaro" è il classico film necessario a far comprendere la gravità del fenomeno della mafia in Sicilia, ma questa volta il risultato è abbastanza inferiore rispetto agli ultimi esponenti del genere ("i cento passi", "io non ho paura", "alla luce del sole") e non convince pienamente. La storia, ambientata negli anni '80 in Sicilia, è focalizzata sulla vita di Saro Scordia, che sotto la tutela del mafioso don Gaetano Butera viene presto iniziato alla criminalità. Il giovane sembra trovare felicità nei suoi lavoretti, ha soldi e donne, ma quando inizia ad avere incarichi maggiori e a entrare ufficialmente in Cosa Nostra iniziano ad affiorare i primi dubbi sulla sua vita: la sua donna lo lascia, e gli viene ordinato di uccidere un giudice che altri non è che uno dei suoi migliori amici. "Nella vita c'è il dolce, e c'è l'amaro" gli diceva suo padre in galera (anche lui criminale), ed è così che preso atto dei suoi errori Saro inizia finalmente a volersi ribellare: dopo aver ucciso il suo padrino e dopo aver salvato la vita all'amico, lascia per sempre la Sicilia andando nel nord Italia per ricominciare una vita con la donna che lo ha lasciato. Ma il passato è difficile da eliminare... Luigi Lo Cascio come protagonista convince pienamente, e assieme a Fabrizio Gifuni (entrambi già ammirati nella Meglio Gioventù di Giordana) e alla Donatella Finocchiaro è sicuramente il migliore del già buonissimo cast, ma la numerosa presenza di bravi attori non basta a salvare un film che, proponendosi di scavare nella psicologia mafiosa per darne un ritratto sui valori e sulla vita, fallisce nel suo tentativo perchè troppo dispersivo e confuso. Le tante azioni criminali di Saro sono infatti slegate, ed i vari personaggi che incontra non rimangono troppo nella mente (venendo tutti affrontati in modo ordinario senza troppo soffermarsi sulle loro personalità). L'ottima colonna sonora (spesso allegra e divertita anche nelle situazioni più tese e brutali, per così ancor più disgustare lo spettatore) aggiunge pepe, ma duole constatare che in ogni caso, vuoi per la velocità con cui vengono affrontate certe tematiche o anche solo per il parlato interamente siciliano spesso incomprensibile, il film non riesce mai a decollare o a tenere col fiato sospeso, rimanendo così un ordinario film sulla mafia che presto dimenticherete con poche sequenze da ricordare. Nulla di male, si poteva fare di peggio, ma visti gli attori era lecito aspettarsi un prodotto maggiormente curato.
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categoria:cinema
mercoledì, 21 novembre 2007
IZUMI MATSUMOTO WORLD
Autore:
Izumi Matsumoto
Anno: 1996
Casa editrice: Star Comics
Formato: manga (1 volume)




Intitolato "Digital Short Contents" in Giappone e rinominato "Izumi Matsumoto World" nella sua edizione italiana, questo breve albo di 110 pagine raccoglie tutte e 4 le storielle a fumetti disegnate da Izumi Matsumoto colorate con il computer. L'edizione nostrana è di alto livello, tutta in carta patinata e con una resistente rilagatura, ma il problema è il valore intrinseco di quest'opera, visto che le 4 storie sono abbastanza dimenticabili e trovano unicamente motivo d'interesse nel fanservice imperante. Ma vediamole una ad una. La prima, "panico ai bagni pubblici", è un episodio evidentemente fuori serie di Orange Road, l'opera più famosa dell'autore (in Italia Orange Road è giunto a noi come "E' quasi magia Johnny", per poi venire recentemente ridoppiato in modo fedele dalla Yamato). Si direbbe anche che la storia è fuori continuity ed ambientata in un universo alternativo, visto che la personalità del timido e disastroso Kyosuke è stata talmente modificata che adesso il nostro eroe non ci pensa due volte a chiedere a Madoka di fare il vagno assieme! Proprio vedendo questa vicenda come ambientata una realtà alternativa riusciremo ad apprezzare quello che è probabilmente il miglior episodio della raccolta, dove Kyosuke per colpa della sua solita sfortuna finisce col prendere possesso del corpo di Hikaru (e viceversa), arrivando così a fare il bagno assieme ad una nudissima Madoka! Inutile dire che poi, per forza di cose, a punire Kyosuke per la sua condotta ci penserà Hikaru che, con il corpo da maschio di Kyosuke, entrerà nei bagni femminili portando prima scompiglio e poi botte da orbi! Il tratto dell'autore è qui caldo e sensuale, valorizzato dalla colorazione digitale, ed è per la prima volta che Matsumoto sconfina nell'erotico: nelle sue celebri opere lasciava sempre tutto sottointeso, ed è straniante vedere qui come si sofferma in ogni vignetta a mostrare senza remore le grazie delle ragazze in tutta la loro bellezza e sensualità. Uno spettacolo per gli occhi, sicuramente, che unito alla comicità della vicenda in sè rende quest'episodio il più frizzante e divertente del volume. Il successivo "Apples" è una storiella cortissima di 7 pagine, utilizzata unicamente come scusa dall'autore per provare le colorazioni al pc. In questa mini-vicenda un uomo, appena abbandonato dalla ragazza, vede il mondo tutto grigio: riuscirà a vedere a colori solo una nuova ragazza amante delle mele verdi, che finirà quindi col mettersi con lui. Puro esercizio di manierismo, ma la storia pur nella sua brevità assoluta è gradevole. Terzo episodio è "EE" (sta per "Eternal Eyes"), che rappresenta praticamente il corpo del volume: si tratta di una storia di fantascienza lunga quattro capitoli, dove una bellissima e procace ragazza chiamata Azusa incontra in un avveniristico videogame di azione un mago dei videogiochi chiamato Seiki. Il giovane è in verità un agente della polizia, ed i due dopo un rocambolesco incontro nella realtà scoprono di avere un contatto in comune, un'alta carica della polizia che vuole affidare a Seiki dei dati importantissimi. La storia si ferma purtroppo qui, visto che EE rappresenta praticamente il prologo ad una storia che mai verrà completata (si conclude con un "to be continued...?!"). I disegni sono ottimi, le colorazioni strepitose (sembra di vedere un anime) e pur nella sua inconcludezza EE è intrigante e divertente da leggere (merito anche del fanservice: scollature vertiginose e mutandine a tutto spiano), ma è un peccato che tutto venga lasciato così in sospeso. Conclude il volume "la storia sentimentale della concubina di uno straniero", una brevissima introduzione di 4 fumetti ad una storia d'amore tra un ragazzo americano sbarcato in Giappone nel 1856 ed una bella ragazza da lui conosciuta all'entrata dei bagni pubblici. Una storiella talmente breve che è impossibile commentare, ma che comunque gode di disegni intriganti, di una bella colorazione e sopratutto di altre numerose scene di nudo per puri scopi di fanservice. Questo Matsumoto World è tutto sommato gradevole in tutte le storie, ma vista l'assoluta brevità di esse o la loro inconcludezza è da consigliare unicamente agli amanti dell'autore o, in alternativa, di Orange Road.
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categoria:manga
mercoledì, 21 novembre 2007
BIBLE BLACK - LA NOCHE DE WALPURGIS
Produzione: Milky Studio
Regia: Sho Hanebu, Kazuyuki Honda & Hamuo
Serializzazione: 2001 - 2003
Formato: oav (6 episodi)




Minase è uno studente che, per puro caso, rinviene una misteriosa Bibbia Nera sul luogo dove 12 anni prima è avvenuta una strage  legata ad un rituale satanico. Per scherzo il giovane comincia ad utilizzare le formule di questo libro per fare sortilegi d'amore, e ovviamente questi si realizzano tramutandosi ovviamente in numerosi amplessi carnali. Minase è felice di possedere il libro ed inizia ad utilizzarlo a tutto spiano, ma la dottoressa della scuola, Reika, trama qualcosa ai danni del ragazzo: la donna è l'unica sopravissuta del rituale di 12 anni prima, e ha fatto un misterioso patto con il maligno che dovrà saldare nella notte di Walpurgis...

Nel 2000 l'ActiveSoft dà i natali a Bible Black, eroge (videogioco dalle tematiche erotiche) per PC. Il successo è buono, tanto da generare una versione animata per l'home video: abbiamo così La Noche de Valpurgis, prima delle innumerevoli serie dedicate all'oscuro (e redditizio) mondo di Bible Black. Se avete giocato al videogioco, sapete cosa aspettarvi: siamo sì di fronte ad un hentai dalle numerosissime scene di sesso (parecchio estreme ed esplicite, tra le più impressionanti che si siano viste nel genere), ma calato in una cornice horror, dai temi esoterici e dalle scene a volte sanguinose e disturbanti, almeno per chi non è avezzo al genere. Sesso ermafrodita, impressionanti clisteri, donne uccise in sanguinosi rituali, pentacoli, culto dello sperma... se queste visioni vi disgustano, Bible Black non fa per voi. Se riuscirete a sopportare, sarete sufficientemente retribuiti dallo spettacolo che vi si parerà di fronte agli occhi: i disegni sono quanto di più accattivante si sia visto. A questo riguardo vi sembrerà di vedere un'anime della Madhouse per la cura data alle ombreggiature ed alle atmosfere oscure, e sopratutto per lo splendido, adulto ed intrigante character design di Yoshiten (che poi dirigerà anche la side-story Bible Black Origins), capace di dar vita a oscure, bellissime e procaci ragazze. Nei sicuramente se ne trovano, in Bible Black: le musiche pur buone tendono ad essere troppo ripetitive, la storia poteva essere più approfondita nelle tematiche esoteriche invece che abbondare in sesso esasperato e gratuito, quasi tutti i personaggi sono talmente anonimi e dalla caratterizzazione quasi inesistente che ve li dimenticherete a visione finita, e sopratutto il finale cerca troppo il colpo di scena gratuito ed inverosimile. Eppure di fronte alla bellezza dei disegni, al plot di sottofondo, alle realistiche animazioni ed alle scene di sesso ottimamente dirette, è anche possibile chiudere un occhio sul contesto generale poco approfondito (e sull'esoterismo che permea la vicenda dall'inizio alla fine si potrebbe fare un approfondimento colossale!). Certo, da una serie animata con una fama così grande forse era doveroso aspettarsi una trama più rivolta all'aspetto horror della vicenda che alle infinite scene di sesso (quando è proprio negli aspetti narrativi che Bible Black prende le distanze da qualsiasi altro banale hentai), ma visto che questo è uno dei primi seri esperimenti a riguardo si può sorvolare. In definitiva Bible Black è da consigliare senza dubbio agli amanti del genere, e se volete saperne di più su certi aspetti lasciati nell'ombra (sopratutto l'origine della Bibbia Nera) vi consiglio di rivolgervi ai vari prequel e sequel.
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categoria:anime