lunedì, 31 dicembre 2007
MOBILE SUIT GUNDAM SEED DESTINY SPECIAL EDITION III - THE HELLFIRE OF DESTINY
Produzione: Mainichi Broadcasting & Sunrise
Regia: Mitsuo Fukuda
Anno: 2006
Formato: special tv (1 episodio)



Cosmic Era, anno 73. La nuova guerra tra naturals e coordinators è quasi giunta al culmine: dopo aver sventato con l'aiuto imprevisto dell'Archangel il quasi totale annichilimento della città di Berlino perpetrata dall'Alleanza terrestre (una cruenta battaglia che culminerà con la distruzione dei Phantom Pain e sopratutto con la morte per mano di Kira di Stellar, che Shinn aveva invano fatto fuggire dalla Minerva), Gilbert Durandal, presidente di Plant, annuncia pubblicamente in diretta mondiale tutti i nomi dei Logos, l'associazione di multinazionali specializzate nella vendita di armi che avevano sobillato l'esercito dell'Alleanza terrestre a iniziare la guerra. La guerra di autodifesa di Plant si trasforma così in una guerra d'attacco sia contro l'Archangel (che nella sua indefinita presa si posizione contro tutti danneggia anche loro) sia contro tutti i Logos e in particolare verso Djibril, la massima carica competente dei mercanti di morte. Le battaglie si susseguiranno, e prima della battaglia finale contro Djibril diversi colpi di scena avranno luogo: Athrun diserta l'esercito di Zaft e torna a bordo dell'Archangel; Kira dopo essersi fatto distruggere il Freedom da un infuriato Shinn ha come nuova unità il potentissimo Strike Freedom; Shinn viene totalmente plasmato dal carisma di Durandal e di Rey (che si rivelerà essere il cane da guardia del presidente di Plant) e dopo aver deciso di non porsi scrupoli nel servire la causa che ritiene giusta riceverà in dotazione un mobile suit dal grande potenziale: il Destiny...

Terzo special riassuntivo di Gundam SEED Destiny, che si occupa di sintetizzare le 14 puntate televisive che vanno dalla 29 alla 42. Ma il risultato è, al contrario dei primi due ottimi Special, leggermente inferiore. L'opera di condensazione continua a essere molto buona, quasi ottima rispetto ai fasti dei tre special del SEED), eppure questa volta c'è più di una scena slegata o male narrata, non poco confusionaria o incomprensibile per chi non ha visto i 50 episodi televisivi (perchè l'Alleanza terrestre ha voluto attaccare e distruggere Dublino? Come sono riusciti Lacus e l'equipaggio dell'Eternal a ricostruire da zero uno uno Strike Freedom ed un Infinite Justice?). Cosa ancora peggiore è che questa volta di aggiunte inedite non c'è quasi nulla (giusto qualche scenetta rigirata da capo), e sopratutto tutte le innumerevoli inverosimiglianze della serie tv sono rimaste intatte: perchè non modificare la sequenza dell'esplosione del Freedom affinchè Kira non sembri un essere divino per essere sopravissuto? E sopratutto perchè non fare lo stesso quando Athrun affronta Shinn e Rey ed esplode anche lui totalmente col suo mezzo sopravvivendo miracolosamente? Queste scene assurde non potevano, ma dovevano venire modificate o rigirate da capo, eppure sono nuovamente lasciate qui in tutta la loro carica trash. E' normale che a Fukuda non si possa chiedere di modificare totalmente gli avvenimenti della serie tv per correggere alcune assurdità (perchè se il padre di Cagalli possedeva come arma segreta l'Akatsuki Gundam non lo ha usato nella serie precedente quando l'Alleanza aveva attaccato Orb? Da dove vengono fuori gli orripilanti DOM Troopers di Orb?), ma dove si poteva mettere qualche pezza per ridurre l'assurdità di certe trovate era un dovere farlo. E invece riecco qui i protagonisti totalmente immortali capaci di sopravvivere a qualsiasi esplosione, ed ecco pure Sting, uno dei extended dell'alleanza, tornare improvvisamente in gioco senza nessuna spiegazione, pur essendo stato letteralmente disintegrato da bordo del suo Chaos Gundam. Vi è poi un errore talmente assurdo nella serie tv che sembra impossibile che non è stato corretto: riecco anche qui dunque la scena dove Kira per salvare Cagalli decolla con lo Strike Rouge, che invece di avere il suo fucsia d'ordinanza ha gli stessi colori dello Strike normale! Sarebbe bastato ricolorarlo per correggere l'errore, ma per qualche assurda ragione il Rouge viene addirittura spacciato per lo Strike! Ma com'è possibile visto che il vecchio Strike con Mwu dentro era stato polverizzato?! Peccato davvero, Fukuda  ha perso l'occasione di rendere meno risibile la sua creatura. Al di là però delle correzioni che si dovevano fare a certe trovate di dubbio gusto, il resto è comunque degno di nota: tutta la storia scorre via molto più comprensibile e coerente della dispersiva serie televisiva, e quasi tutti i personaggi continuano a godere di un'ottima caratterizzazione (a partire da Shinn che in questo terzo special assurge a protagonista, passando per Athrun e arrivano a Rey) tolto Mwu, praticamente un fantasma (non che facesse granchè neanche nella serie televisiva, bisogna dire...) che dice 3/4 battute in tutto lo Special. Con anche solo 20 minuti di girato in più (il minimo per dare un briciolo di caratterizzazione a Mwu e spiegare certi fatti poco approfonditi nella sintesi) e magari la modifica delle poche vere idiozie della serie tv, questo terzo Special sarebbe diventato davvero notevole. Così è solo un'onesta e gradevole sintesi di un arco narrativo in più tratti idiota. Peccato.
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categoria:anime
sabato, 29 dicembre 2007
NONOMURA HOSPITAL: DELITTO IN CORSIA A LUCI ROSSE
Produzione: Pink Pineapple
Regia: Nobutsu Ando
Anno: 2003
Formato: oav (2 episodi)



Takumaro Kaibara è un giovane geniale detective, con l'unico difetto di essere un grande pervertito: il suo nuovo incarico lo porterà all'ospedale di Nonomura, ad indagare sulla misteriosa morte del presidente avvenuta in circostanze misteriose. Rompendosi una gamba in un incidente Kaibara finirà col condurre le sue indagini su una sedia a rotelle, ma avrà anche così modo di cercare di farsi coccolare dalle giovani e bellissime infermiere dell'ospedale...

Non lasciatevi ingannare dalla trama, perchè a dispetto della facile tentazione con cui si potrebbe imbottire di sesso ospedaliero quest'adattamento animato (l'omonimo gioco per PC sviluppato dalla Silky's) il risultato non è davvero pruriginoso come si potrebbe pensare. Siamo invece al cospetto di un hentai davvero riuscito e visivamente molto attraente, merito questo di un chara design semplice ma accattivante giocato al servizio della bellezza mozzafiato delle numerose infermiere che lavorano nell'ospedale di Nonomura. Niente scene di sesso a go-go o eccessivamente gratuite: Miystery of Nonomura Hospital (perchè dargli un nome così brutto nella versione italiana?!) è un breve ma coinvolgente giallo piccante intervallato da rare ma riuscite scene hardcore, che gioca le sue carte principali sulla simpatia del detective protagonista e sulle snervanti attese di vedere le bellissime infermiere in scene hot. In questo modo il regista Nobuetso Ando si diverte a prendere in giro più volte lo spettatore facendogli pensare che sta per arrivare qualche scena di sesso che puntualmente non arriva, stuzzicandolo e divertendosi a tenerlo sulle spine fino all'ultimo. I solari colori, la soave bellezza delle ragazze, le numerose scene maliziose ben dosate e il liberatorio amplesso finale rendono Mystery of Nonomura Hospital uno dei più attraenti e coinvolgenti hentai che vi possa capitare di vedere, che non annoia e che tiene intrigati fino alla fine, a dispetto di animazioni abbastanza povere. Consigliato.
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categoria:anime
sabato, 29 dicembre 2007
IL 7 E L'8
Regia:
Valentino Picone, Salvatore Ficarra & Giambattista Avellino
Attori: Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Eleonora Abbagnato, Barbara Tabita,
Anno: 2006
Produzione: Italia



Sicilia: Daniele è un diligente studente dell'università, Tommaso un piccolo delinquente che vive vendendo cd masterizzati alle persone. Le strade dei due si uniranno per puro caso, e insieme scopriranno una incredibile verità: essi sono nati lo stesso giorno nello stesso ospedale, e per colpa di un infermiere psicotico sono stati scambiati di culla e quindi hanno vissuto ciascuno, fino ad oggi, coi genitori dell'altro...

Quella di Ficarra e Picone è la classica coppia di comici nata in televisione (con Zelig) che tenta la strada del cinema per acquisire ancor più notorietà. I due già avevano stupito positivamente su "Nati stanchi" del 2002 in veste di attori, ed è quindi con notevole sorpresa che nel 2006 riconfermano il loro estro creativo sia come attori e sia stavolta come registi con l'ottimo "il 7 e l'8". Diretto assieme a Giambattista Avellino (già sceneggiatore di Nati stanchi e regista di svariate serie tv italiane e show) questa improbabile storia degli equivoci non troverà sicuramente pregi nella verosimiglianza e nell'attinenza alla realtà, ma è il classico film dove l'assurdo conta poco, in mezzo ad una sfilata di gags e battute folgoranti a volte spesso esilaranti che riescono a tenere incollati con grande ritmo per tutta la visione. Il 7 e l'8 scorre via che è un piacere: ha sicuramente un calo qualitativo nella parte centrale (in virtù di battute abbastanza dimenticabili e dell'abuso della sorprendente mimica facciale di Ficarra) ed un finale che poteva essere fatto meglio, ma la qualità delle altre buffonate è tale che si è disposti a correre su molto volentieri su questi nei. La buonissima prova di tutto il cast contribuisce ancor più a rendere spassose le varie improbabili situazioni nei quale i due sfigati giovani si trovano ad avere a che fare, ed è quindi con grande sorpresa che in definitiva il nuovo film di Ficarra e Picone si dimostra una delle commedie più genuine, riuscite e sorprendenti del 2006. Pur non essendo del tutto riuscito, sia chiaro.
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categoria:cinema
giovedì, 27 dicembre 2007
ALIEN³
Regia: David Fincher
Attori: Sigourney Weaver, Charles S. Dutton, Charles Dance, Lance Henriksen
Anno: 1992
Produzione: USA



La Narcissus, scialuppa di salvataggio con cui Ripley, Bishop e la piccola Newt sono fuggiti dalla colonia LV-426 alla fine del film precedente, per colpa di un danno finisce con l'atterrare sull pianeta Fiorina 161, gigantesca colonia penale dove vengono rinchiusi i peggiori criminali. Ripley sarà l'unica superstite dell'atterraggio, e attenderà così dentro il gigantesco carcere che arrivino dei soccorsi a prenderla. Purtroppo un piccolo cucciolo di alieno si era infiltrato nella Narcissus, ed anche lui è ora libero di nascondersi nella mega struttura sbranando qualunque umano gli capiti sotto tiro. Ripley ed i carcerati uniranno quindi le forze per distruggere il mostro, anche se si troveranno in difficoltà visto che non c'è una sola arma nel carcere. Alla fine Ripley scoprirà anche che la bestia non la attacca visto che lei porta in grembo un cucciolo di Regina Madre, a cui la Compagnia è interessata...

Travagliatissima è la genesi di Alien³: nel 1987, dopo l'incredibile successo dell'episodio precedente (l'Aliens di Cameron), la Twentieth Century Fox affida a William Gibson il compito di scriverne la sceneggiatura e a Renny Harlin la regia. Lo sciopero degli sceneggiatori di quegli anni allontanerà Gibson, al quale subentrerà Eric Red che poco tempo dopo abbandonerà assieme ad Harlin per insoddisfazione dello script. A dirigere e a scrivere arriverà quindi David Tworthy, ma anche lui abbandonerà dopo aver scritto una sceneggiatura priva di Ripley che non piacerà ai produttori i quali incaricheranno quindi al suo posto Vincent Ward e John Fasano portando alla regia l'esordiente David Fincher. Il lavoro dei due sceneggiatori non piacerà ancora, ed ecco quindi arrivare al loro posto Larry Ferguson con risultati identici. Lo script finale verrà infine realizzato da Rex Pickett che mischierà insieme le sue idee con quelle passate di Twohy, Ward e Fasano, ma anche questo ennesimo rimaneggiamento dello script verrà rovinato visto che la versione definitiva del film uscirà piena di scene tagliate ed eliminate. Il risultato finale è in ogni caso degno di nota: Alien³ è un Alien anomalo, che abbandona il comporto totally action del predecessore in vista di una storia molto più psicologica e claustrofobica. Cupi e psicologici sono infatti i ritratti dei numerosi reietti che vivono nel gigantesco pianeta-prigione e che guardano Ripley con strane espressioni tentate: sono tutti stupratori, pedofili e bestie varie, tutti caduti in virtù del loro status nell'estremismo religioso che li porterà a comportamenti e degenerazioni di puro fanatismo dagli esiti spesso nefasti. La claustrofobia dei grandi ambienti sotterranei dove si può aggirare da qualsiasi parte il feroce alieno sono ben rappresentati da un azzeccatissimo comparto di luci e iluminazione, e azzecatissime sono poi le sequenze in soggettiva dell'alieno che danno adito a coinvolgenti inseguimenti a testa in giù. Il problema di Alien, fondamentalmente a sicuro per quel che concerne gli effetti speciali ed il comparto tecnico, sta nella domanda "come si può giocare due ore di film su un gruppo di 10/12 persone alle prese con un solo alieno?" Assistere per tutto questo tempo ad una dozzina di persone che tentano di sconfiggere un solo alieno tende per diverse volte ad appesantire la visione del film, che scorre via per giunta in modo spesso lento vista la mediocre sceneggiatura che risente pesantemente di tutto i rimaneggiamenti del passato. Sarà così che vedere per l'ennesima volta l'attacco dell'alieno porterà a sonori sbadigli, a prescindere dall'onesto ritratto psicologico dei numerosi personaggi. Il buon finale riscatta la parte centrale a volte soporifera (e pone l'inquietante interrogativo di come sia stato possibile ritrovare dei resti di Ripley con cui clonarla nel film successivo), ma evidentemente la buona idea di Alien³ poteva e doveva essere sviluppata meglio. Nel 2004 il film verrà rimesso in circolazione in una doppia versione contente anche la Special Edition, che reintegra molte scene eliminate dal montaggio del 1992 e ne ridirige da capo molte altre, divenendo un prodotto talmente "nuovo", inedito e diverso da poter essere considerato un secondo Alien³. La storia è però la stessa, e perlopiù rende il film ancora più soporifero visto che aggiunge quasi 30 minuti di scene totalmente nuove ma ininfluenti. Buttatevi sulla versione originale, anche se tutte e due sono sullo stesso livello.
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categoria:cinema
martedì, 25 dicembre 2007
MOBILE SUIT GUNDAM SEED DESTINY SPECIAL EDITION II - RESPECTIVE SWORDS
Produzione: Mainichi Broadcasting & Sunrise
Regia: Mitsuo Fukuda
Anno: 2006
Formato: special tv (2 parti)



Cosmic Era, anno 73. Un catastrofico attentato terroristico coordinator porta ad una nuova guerra tra naturals e coordinators. Dopo aver sventato un attacco portato da alcuni coordinators contro Lacus per ucciderla, Kira Yamato e gli altri ex membri dell'Archangel decidono di non prendere posizione a favore di Plant come ha invece fatto Athrun unendosi all'equipaggio della Minerva. Decidono invece di tornare in azione e per l'occasione scendono nuovamente in campo con l'Archangel, il Freedom e lo Strike Rouge. Si immischieranno quindi in diverse battaglie combattute tra la Minerva e l'esercito dell'Alleanza terrestre (che ha obbligato per giunta l'esercito di Orb a schierarsi dalla sua parte) con l'intenzione di fermare lo spargimento di sangue, e per far questo attaccheranno indiscriminatamente entrambe le fazioni per ridurle all'impotenza provocando però numerosi morti (tra i tanti anche Heine Westenfluss, amico di Athrun e Shinn). La mossa non sortierà effetto, e porterà solo entrambe le fazioni a vederli come nemici. Durante la guerra accadranno poi diversi fatti di una certa importanza: Shinn e il suo compagno Rey scopriranno l'origine dei tre super guerrieri dei Phantom Pain (una milizia privata militare che combatte per conto dei misteriosi Logos: i tre sono extended, ossia super uomini creati geneticamente con esperimenti criminali dell'Alleanza nel laboratorio di Ladonia. Per giunta Shinn conoscerà e si invaghirà di Stellar, una dei tre extended, solo per scoprire durante un combattimento che lei è la pilota del Gaia, uno dei 3 Gundam rubati all'armeria di Zaft durante l'inizio della serie. Sconfitta la psicolabile ragazza Shinn deciderà di curarla portandola alla Minerva, dove cercheranno senza molti risultati di curarla. Lo special riassuntivo si conclude con la feroce battaglia nel quale Kira distrugge il mobile suit Saviour di Athrun e Shinn uccide sia Auel (uno degli altri due extended rimasti) che il capitano Todoka di Orb, l'uomo che da piccolo lo salvò ad Onogoro durante la guerra del '71...

Seconda Special Edition di Gundam SEED Destiny, che riassume gli episodi che vanno dalla puntata 14 alla 28. Ed il risultato è, similarmente all'episodio precedente, molto buono. Nessuna aggiunta di grandissimo rilievo (se non qualche nuovo dialogo, qualche scena rigirata da capo o, come già accennato nel precedente Special, nuove scene che vedono assieme Lunamaria e Shinn per poter poi giustificare la loro futura storia sentimentale), ma il montaggio e l'opera di condensazione continuano ad essere buone. I personaggi principali mantengono ancora una buonissima caratterizzazione, e la narrazione dal punto di vista di Athrun continua a evitare il disperdersi della trama principale come invece succedeva nella serie tv dove Fukuda non riusciva a stare dietro ad Athrun, Kira e Shinn contemporaneamente. Questi ultimi due pur lasciati in disparte hanno comunque la loro dignità nelle sequenze che li vedono protagonisti, quindi in definitiva si può dire che narrativamente anche questa Special Edition se la passa bene: solo Rey quasi neanche esiste, ma è probabile che questo renderlo anonimo sia un artefizio per poter rendere più avvincente ed inaspettata la sua futura evoluzione in cane da guardia di Durandal (approssimabile verso la conclusione della serie). Musiche ok, storia ok: c'è poco altro da aggiungere se non che anche questa seconda Special Edition se la cava bene. Qualche fatto poco chiaro o narrato troppo sinteticamente c'è (non si bene cosa fa Lacus spacciandosi per la sua sosia ed abbandonando Plant con la sua astronave, oppure come hanno fatto Shinn e Rey a giungere al laboratorio di Landonia) ma questo è quasi inevitabile vista l'esigua durata di un'ora e mezza concessa allo Special (magari però si potevano però rendere più sintetiche o proprio inibire alcune battaglie che non avevano alcuna ripercussione...). In ogni caso il giudizio generale rimane buono.
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categoria:anime
domenica, 23 dicembre 2007
MOBILE SUIT GUNDAM SEED DESTINY SPECIAL EDITION I - THE BROKEN WORLD
Produzione: Mainichi Broadcasting & Sunrise
Regia: Mitsuo Fukuda
Anno: 2006
Formato: special tv (2 parti)



Cosmic Era, anno 73. Dopo la feroce guerra combattuta tra l'esercito di Zaft e l'esercito dell'alleanza terrestre 2 anni prima, finalmente regna la pace tra naturals e coordinators. Il clima pacifico non durerà però a lungo: un attacco terroristico di alcuni coordinators porterà all'abbattimento della colonia Junius 7 sulla Terra con conseguenze nefaste (milioni e milioni di morti). L'opinione pubblica della Terra e l'Alleanza terrestre verranno così aizzati dai misteriosi Logos contro i coordinators, ed è così che i terrestri finiranno nuovamente a dichiarare guerra contro il governo di Plant. Seguiremo così le strade di due fazioni: da una parte vi sono Athrun Zala e Shinn Asuka che in qualità di assi della Minerva (la migliore nave di guerra di Zaft) combattono contro l'esercito terrestre; dall'altra vi sono sulla Kira Yamato, Lacus Clyne ed altri ex componenti dell'equipaggio dell'Archangel che osservano preoccupati lo svolgersi degli eventi senza sapere da che parte porsi...

Altri 4 special che riassumeranno la serie televisiva correggendone i difetti e che faranno da ponte con la prossima opera in lavorazione (in questo caso il film che vedrà la luce nel 2008): senza stupire nessuno, Fukuda subito dopo la conclusione televisiva di SEED Destiny tra grandi polemiche e maledizioni di fans annuncia un'altra Special Edition. Ed il risultato, almeno tenendo fede a questo primo episodio, sembra decisamente migliore alle 3 Special Edition del passato fatte su Gundam SEED e promette bene nei prossimi tre episodi. Andiamo con ordine: Gundam SEED Destiny s'è rivelata una discreta serie televisiva con molte buone idee ed un buon soggetto, ma rovinata da un pessimo disegno dei personaggi, da una sceneggiatura mediocre (talmente tanti personaggi da gestire che fino alla fine tre di essi continuano a giocarsi il ruolo di protagonista) e da alcune iniezioni tremende di inverosimilità. Questa Special Edition si pone l'obiettivo di correggere il tiro innanzitutto narrando quasi tutta la storia secondo il punto di vista di un solo protagonista (Athrun), e sopratutto modificando certe pessime trovate che facevano scemare pesantemente la serie televisiva sotto il profilo dei rapporti interpersonali dei personaggi. Ricordate infatti che Athrun dopo essere stato innamorato di Cagalli per quasi tutta la serie si metteva inverosimilmente con la prima ragazza interessata a lui (la sorella di Lunamaria)? Ecco, in questo primo special la celebre scena del loro focoso bacio viene totalmente ridisegnata, ed ecco che Athrun invece di baciarla in bocca le dà un bacetto sulla guancia, a significato che sono solo buoni amici (magari allora si poteva proprio evitare di farle regalare un anello...). Avete presente che Shinn, dopo aver perso la ragazza di cui era innamorato (un amore peraltro ridicolo ed inverosimile) si metteva ridicolarmente con Lunamaria (guarda caso, fino a poco prima cotta di Athrun) a cui aveva ucciso la sorella? Bene, qui Fukuda dirige nuove scene e nuovi dialoghi che li vedono protagonisti, a significato di un'attrazione che stava già timidamente nascendo. Il regista che rinnega totalmente se stesso e quel che aveva girato precedentemente? Sì, e anche se questo va unicamente a gettare ulteriore fango sulla sua reputazione, è dovuto. Altre modifiche di particolare conto non ce ne sono: in questo primo Special il piatto forte oltre ai punti precedentemente elencati sta nelle aggiunte di diverse scene totalmente rigirate da capo (specialmente di azione), nel nuovo interessante prologo (che mostra le immagini al tg del risultato di un attentato terroristico fatto da una cellula dei Blue Cosmos, a dimostrazione del conflitto razziale non ancora chiuso), in alcune sequenze riprese in momenti diversi rispetto all'anime (il flashback della morte dei genitori di Shinn) e sopratutto in una scena della battaglia di Aprilius One, dove vediamo oltre a Yzak anche il pilota Heine Westenfluss (la cui figura nella serie televisiva era decisamente insignificante) combattere contro l'esercito dell'Alleanza terrestre. Se il piatto è decisamente alla pari dei Special precedenti quanto ad aggiunte ex novo di particolare interesse, è nel montaggio e nella capacità di sintesi che The Broken World trova il suo miglior pregio: pur lasciando una sensazione di incompletezza visti gli eventi sinteticamente descritti, bisogna dire che questo special si può consigliare anche a chi non ha visto la serie televisiva. Il plot principale viene infatti ben riassunto, e non ci si perde mai a pensare cosa sta succedendo (retaggio del passato). I personaggi mantengono poi una caratterizzazione molto buona evitando di scadere nella macchietta (anche questo un brutto ricordo), e le musiche sono ben utilizzate (figurano anche nuovi brani musicali) e non più a sproposito. Tutto sommato quest'opera di sintesi delle prime 13 puntate è buona, e lascia intendere buone speranze per le prossime tre.
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categoria:anime
sabato, 22 dicembre 2007
KEN IL GUERRIERO - IL FILM
Produzione: Toei Animation
Regia: Toyoo Ashida
Anno: 1986
Formato: film cinematografico



Siamo alla fine del ventesimo secolo, e dopo una guerra nucleare la Terra è ridotta a macerie e desolati deserti. La razza umana è sopravissuta, ma vige ora solo la legge del più forte. In questo scenario post-apocalittico si muovono Kenshiro e Julia: Ken è l'erede designato della sacra e letale scuola d'arti marziali di Hokuto, mentre Julia è la sua donna. Shin, uno dei grandi maestri della scuola d'arti marziali di Nanto innamorato di Julia, la rapisce dopo aver ridotto Ken in fin di vita. Ripresosi dopo molto tempo, accompagnato da Rei (altro maestro di Nanto) Kenshiro inizierà un lungo viaggio alla ricerca di Shin per riavere Julia: dovrà affrontare innumerevoli avversari, tra cui i suoi due fratelli maggiori Jagi e Raoh...

Only for fans. Questo primo film cinematografico mai dedicato a Ken il guerriero è sicuramente tra gli esponenti più famosi dei lungometraggi animati basati su anime famosi: storia totalmente fuori continuity, tutta impegnata a trasporre su schermo l'energia ed i temi prediletti della serie tv per farle rivivere ai fans a discapito della coerenza. Questo film del 1986 più che fuori continuity è proprio un what if totale: (quasi) metà della prima serie viene totalmente riletta e rivisitata cambiando la successione degli eventi, dei personaggi (mancano Mamiya e Toki) e delle azioni dei personaggi. Ecco quindi che Raoh è capace di riconoscere Jagi come erede della scuola di Hokuto; ed ecco che Ken affronta Jagi assieme a Rei. Non vi basta? Ecco che Shin prima di venire battuto da Ken affronta e perde con Raoh, ed ecco anche che il braccio destro di Raoh è addirittura Wiggle, capocarceriere della città di Cassandra. Come averete capito attendetevi quindi un totale stravolgimento di tutto quello visto e conosciuto finora sui celebri manga ed anime, quindi è prioritario che per assaporarlo meglio lo prendete come un semplice universo alternativo (cosa che, in effetti, è proprio vera). La cosa bella è che sulle prime questa totale rilettura stravolta sembra funzionare: tecnicamente il film è ottimo, con animazioni ben più fluide che nella serie televisiva, e sopratutto con una regia coinvolgente e dinamica (basti pensare a certi lunghi piani-sequenza totalmente action, come lo spettacolare inseguimento in auto di Batt e Lynn a inizio film) supportata da una bella colonna sonora western morriconiana ed un uso azzecatissimo di colori e luci. Il character design è poi quasi identico a quello del manga (ancora opera di Masami Suda, lo stesso della serie tv), e le movenze dei personaggi sono perfette: vi basti pensare che la cura posta nel prodotto è tale che addirittura i capelli dei personaggi spesso si muovono in modo realistico al vento! Anche sul lato violenza si avrà poi da gioire, visto che lo splatter ed il gore sono qui ad altissimi livelli: budella ed interiora volanti, scheletri e cervelli che si distruggono e fontane di sangue riportano fedelmenta la truce violenza del fumetto. Eppure? Eppure il gran spettacolo (quasi 2 ore di film!) non riesce a coinvolgere del tutto. Va bene modificare la successione degli eventi ed il ruolo dei personaggi, ma non è possibile stravolgerne a tal punto le personalità! Raoh è totalmente indistinguibile rispetto alla sua vera figura: qui è un vero demonio che non esita a giustiziare Julia pur di continuare a fare i suoi comodi, ed è tutto fuorchè un tiranno combattuto interioramente come ben lo conosciamo. Su certe cose è impossibile transigere, ed è qui che sta il maggior difetto del film. Alcune inverosimiglianze notevoli poi (Jagi crede davvero di sconfiggere Rei mandandogli contro i suoi normali uomini?! Batt e Lynn vanno a liberare Julia dal carcere di Cassandra Julia e Rei neanche li accompagna?!) scemano pesantemente la tutto sommato positiva impressione creatasi fino a quel momento. Come sintetizzato in apertura, "Ken il guerriero - il film" è unicamente rivolto ai fans. Fans che apprezzeranno la mega orgia di sangue, i camei e le apparizioni di numerosi nemici storici di Ken in ruoli alternativi (Zed, Heart, il comandante dei berretti rossi Carnel, il capo del branco di predoni chiamato Kiba e addirittura il signore dei cani Galf), ma che non perdoneranno ugualmente ad Ashida di aver modificato anche la storica caratterizzazione di diversi personaggi. Visione gradevolissima, ma si poteva fare di meglio. Nota a parte per l'edizione italiana (prima a cura della Granata Press e poi della ex Dynamic Italia), funestata e potentemente rovinata da un doppiaggio orrido tendente al trash che fa sanguinare le orecchie, per quel che riguarda le voci di diversi personaggi (tra le quali spiccano in bruttezza Ken, Batt, e sopratutto la terrificante, mortifera e fastidiosissima Lynn).
Curiosità: del film sono stati girati due finali. Quello giapponese è quello che circola anche da noi e vede lo scontro tra Ken e Raoh finire in parità (a impedire che si uccidano tra di loro ci penserà Lynn, che assurgerà ad assurdo angelo salvatore della nuova era). Quello rivolto al mercato americano mostra addirittura Raoh sconfiggere Ken! Entrambi si accumunano per la misteriosa scomparsa di Julia, avvenuta chissà come.
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sabato, 22 dicembre 2007
SHIN KYUSEISHU DENSETSU HOKUTO NO KEN - YURIA-DEN
Produzione: TMS Entertainment
Regia: Takahiro Imamura
Anno: 2007
Formato: oav (1 episodio)



Secondo capitolo del progetto "Hokuto no Ken - Shin Kyūseishu Densetsu", che nell'arco di 3 anni darà alla luce 5 film (3 cinematografici e 2 oav) che rinarranno la mitica serie di Ken il guerriero con nuovi personaggi e modifiche assortite alla trama. Dopo il primo film dedicato a Raoh nel 2006 (il cosidetto "Leggenda di Raoh: un amore condannato al martirio") ecco uscire nei primi mesi del 2007 un secondo episodio, questa volta però dedicato a Julia (Yuria nella versione originale) ossia l'ultimo condottiero di Nanto. Con "La Leggenda di Yuria" troveremo così narrata tutta la storia dell'unico vero amore di Kenshiro, dalla giovinezza fino alla sconfitta di Souther, in attesa quindi dell'arco narrativo finale che verrà narrato nel terzo capitolo del progetto ("La Leggenda di Raoh: il capitolo del combattimento all'ultimo sangue"). E siamo di fronte ad un buonissimo prodotto anche stavolta, con molte pecche ma anche tanti grandi momenti. Iniziamo dai punti negativi: la regia è migliore di quella basica del precedente episodio, ma in compenso il chara design è incredibilmente discontinuo. In alcuni momenti infatti le figure sono disegnate benissimo (ai livelli del film precedente), mentre in diverse altre volte i disegni saranno così brutti, svogliati e senza cura da sembrare decisamente orribili. Le incongruenze con il fumetto e la serie televisiva originale sono poi talmente grandi da rendere il progetto un autentico "what if" (in sintesi: Rei ha già incontrato Julia e i suoi cinque protettori ed è stata lei stessa a rivelargli l'esistenza di Kenshiro; e per giunta sempre Rei ha anche trovato modo, quando aveva i capelli bianchi, di darle addirittura un regalo di commiato attraverso Toki: peccato che come ben sappiamo l'unico suo momento di tempo libero in quello status era negli ultimi momenti di vita dopo lo scontro con Yuda), e per giunta l'assenza quasi totale di combattimenti importanti ed i tanti personaggi presentati che scompaiono da una scena all'altra o la cui sorte viene semplicemente narrata (Jagi, Shin, lo stesso Rei e addirittura il fratello di Julia, Ryuga) fa ben capire come questo oav non sia un granchè usufruibile da chi non conosce bene la lunga storia di Ken il guerriero. Se invece chi legge appartiene alla categoria dei fan dell'uomo dalle sette cicatrici questa Leggenda di Yuria rappresenterà una gran bella visione, sicuramente perchè restituisce dignità ad un personaggio così importante rivelandone molti aspetti importanti criminalmente taciuti nel manga così come nella serie televisiva dell'epoca. Scopriremo così che fin da bambina la piccola Julia aveva capacità divinatorie che l'hanno portata a venire affidata alla sacra scuola di Hokuto e, cosa più importante, scopriremo come è finita col diventare il sesto condottiero di Nanto (prenderà il posto del suo precettore Dama). La commovente, bellissima e toccante colonna sonora di Yuki Kajiura (utilizzata anche nei due film di Raoh) aiuterà facilmente anche questa volta ad emozionarsi e a commuoversi per la sorte della bellissima ragazza, ed è così che a fine visione anche questo nuovo episodio rimarrà alla memoria dei fan di Kenshiro come un ottimo e intenso film, al di là degli innegabili difetti vertenti sopratutto sulla trama troppo frammentata da personaggi e situazioni lasciati a intuire (che non diranno assolutamente nulla a chi non ha mai veduto o non conosce a grandi linee la storia di Ken il guerriero). Nota: assurdo che Hyui e la figlia di Rihaku appaiono qui ma non appaiono nel film successivo. E sì che anche loro sono tra i protettori di Julia!
Curiosità: il successo dell'oav rilancerà due side-story su Ken iniziate l'anno prima: "Yuria Gaiden - Jibo no Sei" ("La storia di Julia : la misericordiosa Stella dell'Amore materno") e "Rei Gaiden - Garō Hen" ("La storia di Rei : la saga del Lupo affamato").
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categoria:anime
lunedì, 17 dicembre 2007
DEVILMAN: TIME TRAVELLERS
Autore: Go Nagai
Anno: 1981
Casa editrice: D/Visual
Formato: manga (1 volume)



Dopo uno scontro con un demone, Akira e Ryo finiscono col finire in un buco spazio-temporale che li porterà a ritroso nel tempo in diverse famose epoche storiche. A Vienna incontreranno un giovane Hitler, nella Francia del 1400 Giovanna D'Arco, nella Grecia antica la dea Nike, poco prima della rivoluzione francese la regina Maria Antonietta e nel far west americano una tribù di Cheyenne in procinto di essere sterminata dagli uomini del genrale Custer. In ciascuna di esse Akira dovrà affrontare dei demoni che cercheranno di cambiare la storia dell'umanità...

Sulla carta, Shin Devilman (Time Travellers, fuori dal Giappone) sembra avere tutte le potenzialità per essere un signor fumetto: ambientata nel primo arco narrativo del capolavoro del '73 (quello che riguarda i primi scontri di Akira Fudo contro i demoni), questa raccolta di storielle fantasy (pubblicate in Giappone su diverse riviste e poi finalmente riunite in un unico volume) racconta delle diverse avventure di Ryo e Akira a spasso nel tempo in diverse epoche della storia. La possibilità di far incontrare Akira con personaggi storici famosi è intrigante, e l'ottimo disegno di un Nagai sicuramente più maturo come tratto (meno acerbo rispetto al passato), valorizzato da moltissime pagine a colori, sembra promettere benissimo. Eppure, il risultato è una delusione incredibile: pochissimo spazio (anzi, quasi inesistente) viene infatti dedicato all'approfondimento dei diversi contesti storici, e così tutto si riduce a brevi, basiche storielle dove i nostri due personaggi incontrano un personaggio importante, ci parlano e quindi affrontano il demone di turno. Incredibile è la piattezza di tutti questi episodi, dove nessun personaggio gode di una caratterizzazione minimamente sufficiente, e sopratutto incredibile è la pesante iniezione di inverosimilità che Nagai inserisce in ogni storia per chissà quali motivi. Basterebbe solo soffermarsi nell'episodio ambientato a Parigi tre giorni prima della rivoluzione francese per capire cosa intendo: Akira e Ryo che senza alcun problema si introducono nella reggia di Versailles e poi direttamente nelle camere di regina Antonietta senza che nessuno li fermi?! Ma come hanno fatto ad entrare ed arrivare fin lì?! Andiamo poi nell'avventura ambientata nel far west americano poco prima della battaglia di Big Horn: Akira e Ryo, due giapponesi moderni, entrano in un attimo in una tribù di Cheyenne e si adattano subito ai loro usi e costumi divenendo rapidamente due indiani anche loro?! Come hanno fatto ad imparare la lingua e la cultura dei nativi in così poco tempo?! E come mai sanno parlare perfettamente le lingue di ogni epoca?! Tedesco, francese, addirittura greco antico... questa collezione di spaventose ingenuità è imperdonabile, e qui vale ben poco la regola del "è solo un fumetto" perchè nell'originale Devilman c'era sempre stato un approccio fortemente realistico alla storia. L'assenza totale di finale (come hanno fatto a tornare al loro presente?) rimpiazzato da una brevissima storia ambientata nel finale del classico fumetto del '73 (ed inserita in appendice al secondo volume di Devilman nella vecchia edizione italiana Dynamic) è la conferma definitiva che questo volume, al di là dell'intrigante premessa iniziale, è scritto e disegnato in modo talmente svogliato che neanche si ha avuto voglia di dargli un finale. Dedicato unicamente ai fan sfegatati di Devilman. Nota positiva comunque per l'edizione italiana D/Visual, costosa ma infarcita di pagine a colori.
postato da: God87 alle ore 20:48 | Permalink | commenti (1)
categoria:manga
domenica, 16 dicembre 2007
THE TOXIC AVENGER
Regia: Lloyd Kaufman & Michael Herz
Attori: Mark Torgl, Mitch Cohen, Andree Maranda, Pat Ryan
Anno: 1985
Produzione: USA




Nell'immaginaria Tromaville, nello stato del New Jersey, vive un nerd chiamato Melvin. II ragazzo lavora come spazzino nella Tromaville Health Club ed è deriso da tutti, fino al giorno in cui per effetto dell'ennesimo scherzo ai suoi danni finisce col cadere dentro un bidone di rifiuti tossici. Si trasformerà così in Toxic Avanger, il vendicatore tossico: un gigantesco e mostruoso supereroe radioattivo che castigherà tutti i criminali della città! In questo film affronterà il perfido sindaco di Tromaville, ed avrà anche modo di mettersi insieme con una bellissima cieca...

Primo mitico capitolo del Vendicatore Tossico, quella che diverrà la mascotte di casa Troma (il simbolo della nota casa cinematografica trash è appunto Toxie che tende un gigantesco spazzolone) e che getterà le basi per le sue produzioni post-1985. In questo primo capitolo troveremo infatti tutti gli stilemi del cinema di Kaufman e soci che diverranno poi la prassi nei lavori successivi della nota casa americana: demenzialità assortite, dialoghi trash, politically scorrect e gore, tutto mischiato in modo irriverente e fuori dalle righe. Ecco spiegato come in questo lavoro la violenza su bambini, donne e cani; ecco il perchè delle tette ballonzolanti a go-go; ed ecco spiegati lo splatter ed il gore più eccessivi e gratuiti (criminalmente mutilati nella versione italiana del film). Tutto questo in funzione di una storia divertente ed assurda, insolitamente ben diretta e recitata (nonostante il low budget), che mai si prende sul serio e che si diverte a prendere in giro le abitudini e le ipocrisie della middle-class americana (un teppista che dopo aver appena investito un bambino per puro divertimento dice ai suoi amici che quella notte non può fare tardi perchè deve andare a messa!) attraverso una storia supereroistica delirante e a più tratti spassosa. E così, tra poliziotti con manie naziste, criminali alla Kenshiro, vecchiette mafiose affogate in lavatrice, bambini investiti per sport e molte altre amenità giungeremo al grandioso finale, dove contro un Toxie addormentato con la sua donna (cieca!!) in una tenda arriverà l'intero esercito di Tromaville. Descrivere le battute e le genialità in questo film non ha molto senso, guardatelo e basta perchè merita decisamente. Spegnate il cervello però, e sopratutto non guardatelo assieme a qualche amico che non sia cattivo dentro, perchè bisogna essere di ampie vedute per riuscire ad apprezzare questo genere di film così assurdamente policamente scorretto. Nota: assolutamente inspiegabili i numerosi inserti messi in più scene del film che mostrano delle sequenze in flashback già viste fino a quel momento.
postato da: God87 alle ore 23:11 | Permalink | commenti
categoria:cinema