SAMURAI TROOPERS: I CINQUE SAMURAI
Produzione: Sunrise
Regia: Masashi Ikeda
Serializzazione: 1988 - 1989
Formato: serie tv (39 episodi)

Migliaia di anni fa i sentimenti negativi della gente (alimentati da guerre ed odio) portarono alla nascita di Arago, un fortissimo demone che tentò di conquistare la Terra con l'ausilio della sua potentissima armatura. A stroncare la sua ambizione ci pensò il monaco combattente Kaosu, che sconfitto il demone scisse la sua armatura in ben 9 parti per evitare che in un suo eventuale malaugurato risveglio potesse far ripiombare nel caos la Terra. Presente: Arago s'è risvegliato, ha creato un'impero del male e mira nuovamente alla conquista totale del pianeta. Per farlo deve riuscire a riunire tutte e 9 le armature che componevano quella sua originaria: dalla sua parte ne ha ben 4, che fa indossare a 4 fortissimi demoni suoi sottoposti. Le altre 5 sono state affidate da Kaosu a 5 giovani ragazzi, che faranno di tutto con esse per sconfiggere Arago una volta per tutte....
Yoroiden Samurai Troopers, aka i Cinque Samurai. Un anime storico per il pubblico italiano, tramesso alla fine degli anni '80 per diversi anni e poi totalmente sparito dalla circolazione, divenendo così rapidamente un cult. Nato originariamente come risposta al Saint Seiya della Toei ("I cavalieri dello Zodiaco", qui in Italia), l'opera Sunrise denota purtroppo una realizzazione appena sufficiente che gli fa perdere abbastanza malamente il confronto. Il soggetto iniziale è anche buono, ma è la messa in scena globale che fa acqua da un pò tutte le parti. Animazioni spesso riciclate, character design banale (al contrario dell'eccellente lavoro di Shingo Araki per Saint Seiya, che farà scuola), musiche abbastanza dimenticabili (tolte le due belle opening) e sopratutto sceneggiatura che definire mediocre è dire poco, intrappolata in una prevedibilità che perdura dall'inizio alla fine. Come se non bastasse praticamente tutti i personaggi sono caratterizzati male o in modo totalmente anonimo (Kimo/Toma?), al minimo essenziale per giustificare le loro azioni: per carità, in qualche episodio un minimo di spessore ce l'hanno, ma si tratta di casi molto rari che purtroppo non riescono a far dimenticare che si tratta di una serie rivolta praticamente ad un pubblico di bambini. Sono bambinesche infatti le tantissime ingenuità che costellano la serie dall'inizio alla fine, sono bambineschi gli sviluppi della trama, ed in definitiva è bambinesca la pessima gestione delle poche scene drammatiche. A piantare i chiodi sulla bara vi è l'unico difetto che accumuna Samurai Troopers a Saint Seiya: un adattamento italiano che sarebbe stato meglio non fare. Se a Saint Seiya è andata tutto sommato realtivamente bene visto che l'adattamento sta nell'aver reso più aulici i toni dei dialoghi (questo però a discapito di molte libere interpretazioni dei fatti della trama), ai Cinque Samurai è andato decisamente molto peggio: non ho visto la serie in originale, ma mi rifiuto di pensare che ci siano così tanti dialoghi banali ed infantili, e sopratutto che la trama venga spiegata così male ed in modo confusionario. Temo proprio che siamo di fronte ad uno dei peggiori adattamenti mai operati su un anime in Italia, che non riguardano solo i "soliti" prevedibili cambiamenti di nomi (Rajura in Rasta, Anubis in Kratos, Raaza in Krana, Shutendoji in Demon, così come i cinque protagonisti...) ma pure la qualità generale dei toni, adattati per un pubblico italiano addirittura ancora più infantile di quello giapponese con conseguente semplificazione di tutte le scene spiegazionistiche più importanti (sopratutto quelle del passato sull'origine delle armature): sfido chiunque a guardare la prima puntata e a capire da dove saltano fuori i 5 samurai e da dove viene fuori la loro armatura (ma è un esempio a caso, visto che di fatti incomprensibili o spiegati malissimo ce ne sono purtroppo davvero a iosa)! Il doppiaggio perlomeno è globalmente buono, anche se ci azzecca poco o nulla con le voci originarie (un esempio su tutti Arago: in origine una voce estremamente roca, in Italia una voce spettrale). Infine, anche a prescindere dall'orrido adattamento italiano (che riesce davvero da solo a dare una bella mazzata al gradimento finale dell'opera), l'anime è rovinato anche da alcuni sviluppi lasciati irrisolti (l'origine dell'armatura di Shido/Shu, accennata nell'episodio 13 e mai più ripresa ad esempio) e di un finale vistosamente affrettato ed orribile. E' un vero peccato rivedere oggi un'anime che aveva lasciato così tanti bei ricordi da bambino e rendersi conto della sua oggettiva bruttezza. Da salvare il mecha design delle armature (a cura di Hideo Okamoto), forse l'unico punto veramente a favore di Samurai Troopers che riuscirà ad riaccendervi la nostalgia indispensabile per riuscire ancora oggi ad apprezzare questa serie. Inutile dire che se non siete cresciuti con i cinque samurai potete tranquillamente evitare la visione. Nota: al contrario che in Italia, l'anime ha goduto di un grande successo in Giappone e negli USA (lì rinominato "Ronin Warriors").
Produzione: Sunrise
Regia: Masashi Ikeda
Serializzazione: 1988 - 1989
Formato: serie tv (39 episodi)

Migliaia di anni fa i sentimenti negativi della gente (alimentati da guerre ed odio) portarono alla nascita di Arago, un fortissimo demone che tentò di conquistare la Terra con l'ausilio della sua potentissima armatura. A stroncare la sua ambizione ci pensò il monaco combattente Kaosu, che sconfitto il demone scisse la sua armatura in ben 9 parti per evitare che in un suo eventuale malaugurato risveglio potesse far ripiombare nel caos la Terra. Presente: Arago s'è risvegliato, ha creato un'impero del male e mira nuovamente alla conquista totale del pianeta. Per farlo deve riuscire a riunire tutte e 9 le armature che componevano quella sua originaria: dalla sua parte ne ha ben 4, che fa indossare a 4 fortissimi demoni suoi sottoposti. Le altre 5 sono state affidate da Kaosu a 5 giovani ragazzi, che faranno di tutto con esse per sconfiggere Arago una volta per tutte....
Yoroiden Samurai Troopers, aka i Cinque Samurai. Un anime storico per il pubblico italiano, tramesso alla fine degli anni '80 per diversi anni e poi totalmente sparito dalla circolazione, divenendo così rapidamente un cult. Nato originariamente come risposta al Saint Seiya della Toei ("I cavalieri dello Zodiaco", qui in Italia), l'opera Sunrise denota purtroppo una realizzazione appena sufficiente che gli fa perdere abbastanza malamente il confronto. Il soggetto iniziale è anche buono, ma è la messa in scena globale che fa acqua da un pò tutte le parti. Animazioni spesso riciclate, character design banale (al contrario dell'eccellente lavoro di Shingo Araki per Saint Seiya, che farà scuola), musiche abbastanza dimenticabili (tolte le due belle opening) e sopratutto sceneggiatura che definire mediocre è dire poco, intrappolata in una prevedibilità che perdura dall'inizio alla fine. Come se non bastasse praticamente tutti i personaggi sono caratterizzati male o in modo totalmente anonimo (Kimo/Toma?), al minimo essenziale per giustificare le loro azioni: per carità, in qualche episodio un minimo di spessore ce l'hanno, ma si tratta di casi molto rari che purtroppo non riescono a far dimenticare che si tratta di una serie rivolta praticamente ad un pubblico di bambini. Sono bambinesche infatti le tantissime ingenuità che costellano la serie dall'inizio alla fine, sono bambineschi gli sviluppi della trama, ed in definitiva è bambinesca la pessima gestione delle poche scene drammatiche. A piantare i chiodi sulla bara vi è l'unico difetto che accumuna Samurai Troopers a Saint Seiya: un adattamento italiano che sarebbe stato meglio non fare. Se a Saint Seiya è andata tutto sommato realtivamente bene visto che l'adattamento sta nell'aver reso più aulici i toni dei dialoghi (questo però a discapito di molte libere interpretazioni dei fatti della trama), ai Cinque Samurai è andato decisamente molto peggio: non ho visto la serie in originale, ma mi rifiuto di pensare che ci siano così tanti dialoghi banali ed infantili, e sopratutto che la trama venga spiegata così male ed in modo confusionario. Temo proprio che siamo di fronte ad uno dei peggiori adattamenti mai operati su un anime in Italia, che non riguardano solo i "soliti" prevedibili cambiamenti di nomi (Rajura in Rasta, Anubis in Kratos, Raaza in Krana, Shutendoji in Demon, così come i cinque protagonisti...) ma pure la qualità generale dei toni, adattati per un pubblico italiano addirittura ancora più infantile di quello giapponese con conseguente semplificazione di tutte le scene spiegazionistiche più importanti (sopratutto quelle del passato sull'origine delle armature): sfido chiunque a guardare la prima puntata e a capire da dove saltano fuori i 5 samurai e da dove viene fuori la loro armatura (ma è un esempio a caso, visto che di fatti incomprensibili o spiegati malissimo ce ne sono purtroppo davvero a iosa)! Il doppiaggio perlomeno è globalmente buono, anche se ci azzecca poco o nulla con le voci originarie (un esempio su tutti Arago: in origine una voce estremamente roca, in Italia una voce spettrale). Infine, anche a prescindere dall'orrido adattamento italiano (che riesce davvero da solo a dare una bella mazzata al gradimento finale dell'opera), l'anime è rovinato anche da alcuni sviluppi lasciati irrisolti (l'origine dell'armatura di Shido/Shu, accennata nell'episodio 13 e mai più ripresa ad esempio) e di un finale vistosamente affrettato ed orribile. E' un vero peccato rivedere oggi un'anime che aveva lasciato così tanti bei ricordi da bambino e rendersi conto della sua oggettiva bruttezza. Da salvare il mecha design delle armature (a cura di Hideo Okamoto), forse l'unico punto veramente a favore di Samurai Troopers che riuscirà ad riaccendervi la nostalgia indispensabile per riuscire ancora oggi ad apprezzare questa serie. Inutile dire che se non siete cresciuti con i cinque samurai potete tranquillamente evitare la visione. Nota: al contrario che in Italia, l'anime ha goduto di un grande successo in Giappone e negli USA (lì rinominato "Ronin Warriors").





